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Domani, sicuramente. #welcomesummer

Cara amica dai trent’anni in su,

se il tuo primo pensiero di stamattina è stato la liposuzione, sei nel post giusto.

Tu non lo sai, ma abbiamo tante cose in comune.

Come la perplessità di esserti accorta, oggi, 29 maggio 2015, di essere piena zeppa di buchi sulle gambe targati Eminflex mentre fino a ieri pensavi, tra una libagione e l’altra, “dai non sto mica messa così male!”

Le domande da porsi sono varie:

  1. Ce le hanno sostituite nella notte, ste gambe?”
  2. Ci hanno messo nel cappuccino qualche fungo allucinogeno senza saperlo?
  3. Dovrò forse tornare dall’oculista?

Ridendo e scherzando, l’unica risposta è, che no, siamo proprio ritardate, e forse dovevamo pensarci prima. Direi pertanto che è il momento di tirare fuori il telo del mare dal cassetto e nasconderci nel cassetto.

Nel concorso “Vota la più furba“, come avrete intuito, anche quest’estate siamo prime in classifica. A congratularsi stamattina ho trovato tra lo spam anche la mail di una sconosciuta, una certa Paola P. che me lo ricordava, chiedendomi “Pronta per la prova costume?”. Simpaticissima Paola, sebbene l’ultima mia reale lezione di sport risalga all’ora di educazione fisica delle superiori, il mio precedente post di primavera  prova che avevo cercato diligentemente di prevenire, ma mi ritrovo a curare as usual. Sono stata spiegata?

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A modo mio — Tre giorni tra Urbino e dintorni

Qualche giorno fa, durante l’ennesima passeggiata per Urbino, una città in cui vado almeno ogni sei mesi, da almeno dieci anni, e che considero oramai come la mia seconda casa, mi è stata improvvisamente chiara una cosa. Quante volte avevo attraversato Via Bramante, non sfiorata dal sospetto di una novità all’orizzonte? Ma per gran parte delle questioni, la vita è così: ti sorprende, nel bene o nel male, inaspettatamente; e poi certi attimi, di per sé senza importanza, ti fanno riflettere sul senso della vita intera.

Non so se è un caso se quel giorno il mio sguardo triste si sia concentrato su una via stretta-stretta con delle scale ripide, proprio a sinistra della gelateria dove avevo preso un gelato la sera prima. Destra o sinistra? Sinistra. Urbino, tanto per essere chiari, è piena di vie nascoste, malinconiche, dimenticate nel passato, e sembrano tutte invitarti a guardare cosa ci sia dietro. Pur consapevole del peso delle buste della spesa, e del caldo di un mezzogiorno di maggio, mi è venuta voglia di perderci tempo e curiosare dove conducesse, forse ispirata da una lezione di Pierre de Laclos: “[…] non si può mai tornare indietro da un passo precipitoso.”

Vuoi vedere che Pierre ha ragione? Ma no, ci sarà un muro o una casa, mi sono detta. E invece ho trovato questo.

Vista panoramica su Urbino

Vista panoramica su Urbino

Eh già.

A togliermi il fiato è stato un suggestivo parco tra gli alberi e i fiori, immerso nella quiete, con un’incredibile vista panoramica. Una delle migliori sensazioni al mondo è quando si scopre qualcosa di nuovo, non trovate?

Pazienza se gli yogurt del Conad sarebbero diventati formaggio: c’era proprio un venticello fresco fatto apposta per fermarsi su una panchina, e tirar fuori il libro nella borsa, lontano dal chiasso del centro.

Ecco, se siete stanchi per le lunghe passeggiate, questo angolo di paradiso offre una perfetta soluzione per rilassarsi, magari con un cono al pistacchio di Officina del Gelato, poco prima dell’antica Porta di Santa Lucia.

Se invece avete proprio fame, e sognate una piadina, magari biologica, e con una rilassante vista panoramica, fate salto Da Peppe, nel centro commerciale che troverete superato l’arco. Un po’ caro ma merita. Sì, lo so che parlo sempre di cibo ma qui ci sanno davvero fare.

Porta Santa Lucia - Urbino

Porta Santa Lucia – Urbino

 

Quindi, riassumendo: quando e perché ci siamo convinti di aver visto tutto, lasciandoci travolgere passivamente dalla quotidianità? Dove abbiamo smarrito il nostro entusiasmo? E se il parco scoperto per caso non fosse stato solo una banale attrattiva sfuggita, ma un insegnamento, un monito, e perchè no, anche una speranza? Io ho voluto intenderlo così. Un modo per ricordarmi che, davvero, può ancora accadere qualcosa di bello e che c’è sempre un’occasione per meravigliarci. Per dirla alla Némirovsky, in “Suite francese”:

“In poche parole, che le catastrofi passano e che bisogna cercare di non andarsene prima di loro, ecco tutto. Perciò prima di tutto vivere: Primum vivere. Giorno per giorno. Resistere, attendere, sperare”.

Vero? Ah cari amici, perciò, meravigliamoci.

Su Urbino si è scritto tutto, ma sul perchè non si riesca a dimenticarla, quasi nulla. Non credo che alla maggior parte della gente piaccia la prima volta che ci va; in sintesi, forse perchè “provata” dalle sue famose salite, o perchè abituata alle città glamourous che si affacciano sul mare. Eppure, quando la conosci bene, viene da pensare che, in fondo, sia la città più bella delle Marche, la migliore in cui vivere, per la sua tranquillità e la sua magica essenza medievale. E ti manca. Almeno, a me, manca sempre.

Prendetevela con calma, per un tour da queste parti: tre giorni saranno sufficienti.

Proseguendo lungo Via Bramante, diretti verso il centro di Urbino, già che ci sietevi consiglio di andare a curiosare tra uno dei miei posti preferiti, il supermercato bio Girolomoni – Oltre il Biologico, tappa obbligatoria per me che faccio sempre scorta di yogurt e cioccolato super sani.

In Via Raffaello Sanzio inizia il clou della vita universitaria, che brulica di gente e di negozi, e ha il suo centro nella Piazza della Repubblica, la vera anima di questa città, con i suoi caffè, i suoi negozi e i suoi portici, sempre affollati di gente che magari è lì a tifare tutta insieme per Valentino Rossi. E per festeggiare questo giorno non qualunque, non ti fai una buonissima crescia sfogliata, la specialità di Urbino, da Il Buco, un posticino un po’ piccolo (del resto, si chiama Il Buco!) incastonato a sinistra del centro storico?

Piazza della Repubblica - Urbino

Piazza della Repubblica – Urbino

Arrivare è facile: basta prendere un treno per Pesaro e, giunti alla stazione, uno dei tanti bus (Speedy) comodi ed efficienti, pronti lì ad aspettarvi per condurvi ad Urbino in appena 40 minuti. Urbino è a misura d’uomo. Se posso, vi consiglio di visitarla in Primavera/Estate perché l’inverno è davvero rigido e nevica ogni anno. D’autunno, poi, è incantevole.

Rintracciare i posti da visitare è tutt’altro che difficile.

Su questa Piazza convergono due vie, che portano entrambe al filo rosso che collega Urbino, ovvero il suo maestoso Palazzo Ducale. Io oggi ho scelto quella a sinistra, che passa sotto ai Portici, e costeggia il Teatro Sanzio con il famoso “Orecchio del Duca” (un semicerchio dalle cui estremità si può riesce a comunicare: provateci!)

Qualunque cosa raccontino di lui, credetemi, non è mai come visitarlo: io ci sono stata infinite volte e non mi stancherei mai di passeggiare tra gli appartamenti del Duca di Montefeltro, sbirciare tra i sotterranei, e perdermi tra i grandi capolavori della Galleria Nazionale delle Marche, con le sue incredibili opere dal Trecento al Seicento, tante volte studiate al Liceo.

Tra le perle da vedere, ce ne sono due ancora più speciali, di cui molti di voi avranno già sentito parlare: “La Muta” di Raffaello, nato proprio qui ad Urbino, ora ricollocata nell’Appartamento della Duchessa, e “Lo studiolo del Duca“, che con le sue 14 tavole, prestate dal Museo del Louvre in via del tutto eccezionale, è anche uno dei grandi eventi di Expo 2015. Urbino, se vi fosse sfuggito, è anche l’unica città marchigiana candidata a Capitale Europea della Cultura del 2019.

Sarà un biglietto di cui difficilmente vi pentirete.

Uno scorcio del Palazzo Ducale, con i suoi Torricini - Urbino

Uno scorcio del Palazzo Ducale, con i suoi Torricini – Urbino

Vi siete persi? Una piantina della città veramente utile potete trovarla qui .

Urbino colpisce il cuore di ogni visitatore già con la semplice Passeggiata Carlo Bo, uno dei miei posti preferiti, da cui si possono ammirare gli inconfondibili Torricini, al momento in restauro. Chi non conoscesse Carlo Bo, sappia che è stato un celebre critico letterario italiano nonchè Rettore dell’Università di Urbino e senatore a vita della Repubblica. Uno a caso, insomma.

 

Un tratto della famosa Passeggiata Carlo Bo da cui si può ammirare il Palazzo Ducale- Urbino

Un tratto della famosa Passeggiata Carlo Bo da cui si può ammirare il Palazzo Ducale- Urbino

“Per capire Urbino non basta una vita” diceva Carlo Bo.

Non riesco a dargli torto. Di cose da vedere ce ne sono tante, troppe, come il Duomo, il monumento di Raffaello (davanti, il sabato c’è un lunghissimo mercato), San Bernardino con il Mausoleo dei Duchi, gli affreschi dell’Oratorio di San Giovanni, o la meravigliosa Fortezza Albornoz con il suo Parco della Resistenza (un altro punto panoramico, dove d’estate ci sono anche i concerti!), ma io ho voluto provarvela a raccontare a modo mio. Anche perchè mi riusciva difficile riassumere nello spazio di un post questo prezioso gioiello urbanistico che ha tanto da regalare.
fortezza

Ecco la vista dal prato della Fortezza Albornoz, una costruzione fortificata edificata sul punto più alto del Monte di S. Sergio a Urbino. Ora Parco Pubblico e della Resistenza.

Monumento di Raffaello

Particolare del Monumento a Raffaello

Duomo di Urbino

Duomo di Urbino

… and then, I have nature and art and poetry, and if that is not enough, what is enough?

Van Gogh aveva ragione, è abbastanza.

Ma in caso non lo fosse, per i più incontentabili, prendetevi almeno un giorno per visitare anche Fossombrone, un altro borgo medievale racchiuso nell’area protetta del Parco delle Cesane, con ancora la cittadella e la rocca malatestiana del XIII-XV secolo. Avete presente quei luoghi che, non appena si conoscono, ti fanno sentire subito a vostro agio? Ecco.

Io lo considero anche la mia tappa preferita per fare shopping: non mancate i suoi negozi e il suo mercato il lunedì: me ne sono riportata a casa metà. Devo dirlo: anche qui consiglio una sosta gastronomica nella pizzeria “La Grotta“: il locale è spendido, romantico, ed è racchiuso in una vera grotta, proprio nel Corso principale.

L'ingresso nel borgo storico di Fossombrone (PU)

L’ingresso nel borgo storico di Fossombrone (PU)

Se invece siete saturi di storia o forse meno intellettuali, e volete cambiare completamente genere di gita, allora la moderna città di Pesaro fa per voi. Dalla stazione, imboccando Via Branca, si giunge facilmente al centro della città, con la sua Piazza del Popolo e la sua Fontana, uno dei principali punti d’incontro degli abitanti. Si prosegue poi per il corso, con un veloce giro delle vetrine, e un immancabile tappa al suo lungomare, costituito da 7 chilometri di spiagge, dove troneggia la celebre “Palla di Pomodoro”. A Pesaro, inoltre, ci sono tantissimi eventi, come la Fiera di San Nicola a metà settembre.

La scultura di Arnaldo Pomodoro, la “Sfera Grande”, chiamata comunemente “Palla di Pomodoro” - Pesaro

La scultura di Arnaldo Pomodoro, la “Sfera Grande”, chiamata comunemente “Palla di Pomodoro” – Pesaro

Piazza del Popolo - Pesaro

Piazza del Popolo – Pesaro

Pesaro è anche la città natale del compositore Gioachino Rossini, di cui è visitabile la casa-museo Rossini e al quale sono dedicati il Conservatorio e il Teatro, in cui vi si svolge tutte le estati il Rossini Opera Festival. Non perdetevelo!

Il lungomare di Pesaro

Il bellissimo lungomare di Pesaro

Ce l’ho fatta.

Mi hanno detto: “Ma quanto ci metti a scrivere un post?

Scrivere qualcosa che possa veramente “servire” e incuriosire chi viene a visitare una città, è la mia nuova ossessione. Perché dico questo? Perché spesso, mi capita di imbattermi in post di viaggio banali e spersonalizzati, che raccontano luoghi che io frequento abitualmente, senza consigliare nulla di davvero significativo. E per significativo intendo, il posto più buono dove prendere il gelato, o dove fare la passeggiata più romantica, o cosa non perdersi la sera. E soprattutto, cosa ha emozionato e cosa non bisogna perdere. Sono post freddi, senz’anima, come se l’autore, in questa città, non ci fosse mai stato davvero, ed estrapolasse quello che deve scrivere da google o da wikipedia.

Ciò che per gli altri è normale, per me è insopportabile. Lo ripeto: io non voglio essere questo, voglio fare del mio meglio per lasciarvi qualcosa. Sarò troppo riflessiva, rigorosa, lenta (e lo so, scrivo dei papiri) ma a me piace così.

E dopo questa piccola premessa, mi raccomando, salvate questi luoghi memorabili nella vostra lista delle cose da vedere ora che iniziano i weekend di caldo. Qui non ci si annoia mai: ad un’ora di distanza di auto ci sono luoghi speciali. Ultimamente sono stata alla Gola del Furlo. Googlatela e vedrete che verrà voglia anche a voi di un’escursione sul suo fiume smeraldo, tra alberi secolari e rocce millenarie. Che paradiso.

Ci vediamo lì?

Fefa

FEFAaCastelluccio
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Flowers Therapy: quando stare a piedi nudi migliora la vita

Hey, come state?
È passato un po’ di tempo da quando ci siamo sentiti l’ultima volta. Che anno era?
A parte gli scherzi, non sono una di quelle che scrive un post al giorno, ogni giorno, ve ne sarete accorti. Non so ancora se sono tagliata per fare la blogger; di certo, quello che so, è che le idee mi escono solo se ho entusiasmo, se sono ispirata, e (molto) spesso mi scoraggio.

Eppure, per fortuna, tante persone speciali mi seguono, mi fanno i complimenti e mi rimproverano, così la passione di condividere qualcosa è tornata. Grazie! Siete fantastici!

Lasciate che vi racconti di un posto che ho visto tempo fa, un luogo così bello che pare ricalcato da un quadro di Monet, a metà strada tra il paradiso e la fiaba. Sto parlando di Castelluccio, un paesino dell’Umbria, sigillato tra i Monti Sibillini, e precisamente a 28 km da Norcia, dove per tutto l’inverno non arrivano quasi macchine.

Tra metà Giugno ed i primi giorni di Luglio di ogni anno, queste colline però si trasformano popolandosi di fiori di tutti i colori, dal giallo ocra al rosso, dal viola al bianco all’azzurro, attirando turisti da tutto il mondo. Poiché la fioritura è qualcosa di assolutamente naturale ed incontrollabile, e dipende molto dall’andamento climatico della stagione, prima di partire da lontano e restare delusi, sarebbe opportuno fare squillo al Comune di Norcia in Piazza S. Benedetto.

[Recapiti: Tel. 0743824911 Fax 0743816519]

castelluccio

Avete mai visto qualcosa di più bello?

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La foto è stata presa da www.pinterest.com
Life Inspiration, My Guide To Happiness

Oggi ho fatto yoga (dovresti provarci anche tu)

“Il nostro corpo è un giardino di cui è giardiniere la nostra volontà.”

— W. Shakespeare

 

Le cose misteriose dell’Oriente, siano esse di ieri o di oggi, ci avvolgono da sempre con il loro fascino.

Ma lo yoga ha smesso da tempo di evocare solo una suggestiva disciplina, per diventare un trend i cui fan sono oltre 250 milioni nel mondo.

Che non siano solo meri esercizi fisici dettati dalla moda del momento è palese, ma che cosa è davvero? Le nozioni in merito sarebbero davvero infinite, perciò mi sono promessa di essere più concreta possibile per fare chiarezza su quello che più mi sta a cuore, con un post per principianti. Perché principiante, in fondo, lo sono anche io.

Da sempre nutro per la spiritualità e per la salute in generale un profondo amore: era nel mio destino imperscrutabile appassionarmi allo yoga! Tuttavia, a parte l’evidente attrazione, ci sono diversi aspetti che mi ci hanno avvicinato, come credo sia successo a molti altri:

  1. il sentirmi soffocata, ad un certo punto molto stressante della mia vita, da tutti i mali del nostro millennio: ansia, insonnia, confusione, tristezza. Quel che si dice “essere arrivati alla frutta”
  2. i non meno invalidanti e comuni disturbi muscolari derivanti da una vita sedentaria, appollaiata su una scrivania per 10 ore al giorno
  3. la mancanza di tempo
  4. la necessità di stare in forma (mentalmente e fisicamente), appunto, con poco tempo.

Se c’è un modo per raccontare dello yoga, è partire dai pregiudizi. Da quelle convinzioni confuse a cui sono solita sbadigliare o sgranare gli occhi, nel bel mezzo di informali conversazioni tra amici.

“Io-non-riesco-neanche-a-toccarmi-il-ginocchio-figurati-se-riesco-a-fare-quelle-cose”.

La prima. Rassicuratevi, care/i amiche/ci di questo immenso Team, non è nulla di così IMPOSSIBILE, a meno che non dobbiate imitare i contorsionismi del Cirque du Soleil! Agli inizi è normale sentirsi goffi e perplessi e non riuscire a stare neppure in equilibrio, o ancora eseguire gli esercizi malissimo, perdere entusiasmo. L’importante è avere voglia provarci, con costanza, iniziando gradualmente, muovendo i primi passi con lo STRETCHING. La flessibilità migliora giorno dopo giorno, (non è una leggenda metropolitana, eh) , non siamo tutti uguali e allenati allo stesso modo, e mano a mano ci si sente più sicuri e padroni dei movimenti. Vi linko uno dei video di Rebecca Louise, un grande modello di ispirazione per me, che riesce a rendere qualunque lezione molto semplice e rilassante. Merito anche dei posti paradisiaci alle spalle! Senza muovervi da casa potete consultare il suo profilo su YouTube, e trovare molti spunti interessanti per allenarvi.

“Ma-che-ci-vuole! E-questo-lo-chiami-sport?”

Seconda. Solitamente quelli che iniziano così, si strappano per una settimana dopo mezzo esercizio o lo eseguono malissimo, senza alcuna grazia. Insomma, non ci hanno capito niente. Le asana sono solo una piccola parte della disciplina: non ci troviamo davanti ad uno sport competitivo (come ad esempio, il Push! Push! Push! nello spinning), non si è ossessionati dall’idea di vincere – che si traduca in consenso da parte degli altri o egocentrismo – né nell’osannazione della perfezione – senza dubbio perseguita nella danza – o nel miglioramento estetico ad ogni costo – vedi il crossfit -. Sviluppare un equilibrio interiore e fisico è il caposaldo dello yoga.

 

http://freepeople.tumblr.com/post/124364612930/visualization-is-a-gift-read-5-things-we-learned

Take a moment to relax and listen to yourself. (E tu, quando stacchi la spina, la stacchi davvero?)

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Countdown to Summer!
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Non esistono donne brutte, solo donne pigre

Il sole brilla intensamente. Odora di primavera. Odora non del naso, ma in qualche punto dell’anima, tra il petto e la pancia.

— Anton Čechov

Credo che nulla possa eguagliare la sensazione di quando ti accorgi che le giornate si stanno allungando, o di quando puoi indossare una maglia in meno.

Per questo e altri motivi amo Marzo: primo, perchè è il mese del mio compleanno; secondo, perchè si può ricominciare a fare delle lunghe passeggiate e si iniziano ad intravedere i primi segnali dell’Estate dietro l’angolo: il cielo azzurro, i fiori colorati, la positività nell’aria, la pelle dorata. Eh sì, io credo che questo periodo sia una via d’accesso alla bellezza della vita. E ho pensato che dopo gli ultimi post un tantino deprimenti (ma comunque utili), fosse arrivato il momento per uno semi-serio e spensierato, per SOLE DONNE. (O uomini che si sentono DONNE).

Siamo finalmente fuori dal freddo, quasi fuori, perchè alcune serate sembrano avere ancora le temperature della Bassa Padana, ma alla fine basta un foulard al collo, mentre prima sarebbe servita la pelliccia di Jon Snow. Lo so, non è per tutti così drammatica. Diciamo pure che l’idea di provare a farmi piacere l’inverno si esaurisce con un dolore muscolare o dopo l’ennesima giornata di pioggia al centro commerciale. Brrr. E anche se quest’anno non è stato poi così rigido, più passa il tempo e più medito di trasferirmi dove il clima è sempre mite e la vita ha più possibilità.

Ma torniamo alla notizia del giorno: è definitivamente Primavera!

Qui comincia il difficile: come siamo ridotte?

Eh già, le giornate in cui si torna a scoprirsi sono anche un modo come un altro per urlare “PANICO!” davanti allo specchio. Io stessa mi sono messa le mani nei capelli: non mi piaccio, prima ero meglio, oddio ora che si fa? Sfortuna vuole che sia troppo tardi per sperare di trasformarsi dallo Zio Fester alla modella della copertina di Vogue, soprattutto se nei mesi precedenti abbiamo vergognosamente parassitato sul divano con millemila calorie. Sono giorni difficili, quelli in cui vi rendete conto di avere occhiaie, imperfezioni di ogni tipo, ritenzione idrica, capelli disastrati.

Non è che può ripassare più tardi caldo, grazie!“.

Sarebbe troppo comodo. Pensate che Giugno e Luglio saranno forse più clementi? Appunto. Ve lo dico chiaro e tondo: è guerra. Abbiamo giusto qualche manciata di settimane per migliorarci per la prova-costume.

Non esistono donne brutte, esistono solo donne pigre”. Di questa frase di Helena Rubinstein io ho fatto il mio mantra e vorrei cominciare proprio da qui per una remise en forme. Tenete continuamente a mente questa piccola citazione una volta chiuso questo post. Se pensavate, però, di trovare nel mio blog rimedi del tipo “come mangiare croissant e cookies fino a scoppiare e poi avere il sedere di Belen” sappiate che per i miracoli c’è sempre la Madonna di Medjugorie.

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