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Nel blu tra il cielo e le onde — La Riviera del Conero, Marche

“Per me è fondamentale credere in un mondo migliore. Ci sono così tanti problemi – la povertà, le malattie, l’inquinamento – che essere ottimisti richiede disciplina.”

 

Parola del fotografo danese Joakim Eskildse, che ha descritto così la sua prima mostra alla Royal library di Copenaghen, ricca di immagini piene di speranza e magia. Comunque non è di questo che volevo parlarvi, ma della sua disciplina: in fondo, il segreto per pensare positivo sta tutto lì, nel coltivare la meraviglia.

Il mio modo personale per rimetterla in circolo, ad esempio, è quello di inseguire il colore, racchiuso nelle meravigliose spiagge del Parco Naturale della Riviera del Conero, nelle Marche, che con le sue acque blu circondate dal verde del Monte Conero (m.572), sembrano quasi isole delle Antille.

Sì, la mia è una dichiarazione d’amore.

Un piccolo paradiso terrestre low cost in cui torno ogni volta che posso, perché è uno di quei luoghi che ti riempie il cuore di leggerezza quando ne hai bisogno.

Spiaggia San Michele e Sassi Neri, Sirolo - Marche

No, non sono i Caraibi, ma la  lunga e selvaggia spiaggia di San Michele e Sassi Neri e il suo mare color zaffiro, a Sirolo, nelle Marche. Nessuno riesce a tenergli testa.

La vita è una cosa semplice, qui a Sirolo, ed è fatta di sensazioni: un bagno nel mare più turchese dell’Adriatico (Bandiera Blu d’Europa da oltre vent’anni), una partita a carte con la sabbia tra le dita per riscoprire la semplicità delle cose, e la testa finalmente libera dai pensieri.

Problemi, dove siete finiti? Ritrovarsi in questo paradiso naturale è come rinascere all’improvviso.

Che stanchezza, ragazzi ❤️ (Sirolo, Riviera del Conero)

Che stanchezza, ragazzi ❤️
(Sirolo, Riviera del Conero)

Io adoro la Spiaggia di San Michele e dei Sassi Neri a Sirolo, una lunga insenatura solitaria immersa nel verde, ideale per chi vuole fuggire a 360° dalla realtà. Il mio periodo preferito per andarci è tra la fine di agosto e gli inizi di settembre. Il mare, incontaminato e cristallino, è certamente l’attrazione principale: raggiungibile a piedi dal cimitero di Sirolo (davanti troverete un ampio parcheggio, 7 euro al giorno) tramite una strada asfaltata in discesa che incrocia un piccolo bosco di caducifoglie dove convergono diverse scalette sul mare.

Il paradiso naturale che ti accoglie al termine della scaletta. Quasi accecante!

Il paradiso naturale che ti accoglie al termine della scaletta. Quasi accecante! Non è immaginazione, è tutto vero. #nofilter

Quindici minuti di discesa (e, soprattutto, di salita) abbastanza impegnativi: ogni volta torno a casa con il dolore ai polpacci, per cui vi consiglio di non indossare sandali scivolosi e di non caricarvi con troppa roba. In alternativa, per i più pigri, c’è anche il bus, gratis se si pranza da Da Silvio. Nei weekend, ovviamente, sia il parcheggio, che la spiaggia e i bus sono molto affollati, ma c’è posto per tutti.

La spiaggia di San Michele è attrezzata con chiosco, ombrellone e lettini, mentre quella dei Sassi Neri è più wild e si conclude con degli scogli panoramici e delle cavette bianche mozzafiato. Fare una passeggiata per scoprire questo luogo magico è d’obbligo.

Non c’è la sabbia a Sirolo ma sassolini bianchi e granella. Ci sono pareri contrastanti ma personalmente, abitando sul mare e con le borse sempre piene di sabbia al ritorno, lo preferisco.

Nature, Monte Conero, Beach, Marche

Il panorama del cuore verde del Conero, lungo uno dei sentieri che porta alla spiaggia dei Sassi Neri, a Sirolo nelle Marche #nofilter

Chi mi segue lo sa: ho sempre pensato alla Polinesia Francese o all’Indonesia come quelle mete di viaggio più vicine al sogno. Che ci posso fare?

Sono un’ inguaribile fan della beachlife, possibilmente nell’acqua trasparente, tanta brezza carezzevole e una granita e una rivista ad aspettarmi sull’asciugamano. Che relax! Ecco, nella Riviera del Conero si può vivere davvero un’esperienza di felicità, che non ha assolutamente nulla da invidiare ad una spiaggia tropicale.

L'unico posto dove vorrei essere, quando ci sono 35 gradi.

L’unico posto dove vorrei essere, quando ci sono 35 gradi. L’acqua è trasparente e sempre freschissima!

Tra i luoghi indimenticabili, la piazzetta di Sirolo, con la sua vista mozzafiato: l’ideale per romantico aperitivo al tramonto con ancora la sabbia tra i capelli, e magari un calice di Rosso Conero. Fate anche una tappa al borgo, molto affascinante. La Bella Vita!

Sirolo, Marche, Monte Conero, Little Square

La “piazzetta” a Sirolo, con un’incredibile vista sul mare e sul Monte Conero 📷

 

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BeautyStyle, Blog

Domani, sicuramente. #welcomesummer

Cara amica dai trent’anni in su,

se il tuo primo pensiero di stamattina è stato la liposuzione, sei nel post giusto.

Tu non lo sai, ma abbiamo tante cose in comune.

Come la perplessità di esserti accorta, oggi, 29 maggio 2015, di essere piena zeppa di buchi sulle gambe targati Eminflex mentre fino a ieri pensavi, tra una libagione e l’altra, “dai non sto mica messa così male!”

Le domande da porsi sono varie:

  1. Ce le hanno sostituite nella notte, ste gambe?”
  2. Ci hanno messo nel cappuccino qualche fungo allucinogeno senza saperlo?
  3. Dovrò forse tornare dall’oculista?

Ridendo e scherzando, l’unica risposta è, che no, siamo proprio ritardate, e forse dovevamo pensarci prima. Direi pertanto che è il momento di tirare fuori il telo del mare dal cassetto e nasconderci nel cassetto.

Nel concorso “Vota la più furba“, come avrete intuito, anche quest’estate siamo prime in classifica. A congratularsi stamattina ho trovato tra lo spam anche la mail di una sconosciuta, una certa Paola P. che me lo ricordava, chiedendomi “Pronta per la prova costume?”. Simpaticissima Paola, sebbene l’ultima mia reale lezione di sport risalga all’ora di educazione fisica delle superiori, il mio precedente post di primavera  prova che avevo cercato diligentemente di prevenire, ma mi ritrovo a curare as usual. Sono stata spiegata?

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Countdown to Summer!
BeautyStyle, Blog

Non esistono donne brutte, solo donne pigre

Il sole brilla intensamente. Odora di primavera. Odora non del naso, ma in qualche punto dell’anima, tra il petto e la pancia.

— Anton Čechov

Credo che nulla possa eguagliare la sensazione di quando ti accorgi che le giornate si stanno allungando, o di quando puoi indossare una maglia in meno.

Per questo e altri motivi amo Marzo: primo, perchè è il mese del mio compleanno; secondo, perchè si può ricominciare a fare delle lunghe passeggiate e si iniziano ad intravedere i primi segnali dell’Estate dietro l’angolo: il cielo azzurro, i fiori colorati, la positività nell’aria, la pelle dorata. Eh sì, io credo che questo periodo sia una via d’accesso alla bellezza della vita. E ho pensato che dopo gli ultimi post un tantino deprimenti (ma comunque utili), fosse arrivato il momento per uno semi-serio e spensierato, per SOLE DONNE. (O uomini che si sentono DONNE).

Siamo finalmente fuori dal freddo, quasi fuori, perchè alcune serate sembrano avere ancora le temperature della Bassa Padana, ma alla fine basta un foulard al collo, mentre prima sarebbe servita la pelliccia di Jon Snow. Lo so, non è per tutti così drammatica. Diciamo pure che l’idea di provare a farmi piacere l’inverno si esaurisce con un dolore muscolare o dopo l’ennesima giornata di pioggia al centro commerciale. Brrr. E anche se quest’anno non è stato poi così rigido, più passa il tempo e più medito di trasferirmi dove il clima è sempre mite e la vita ha più possibilità.

Ma torniamo alla notizia del giorno: è definitivamente Primavera!

Qui comincia il difficile: come siamo ridotte?

Eh già, le giornate in cui si torna a scoprirsi sono anche un modo come un altro per urlare “PANICO!” davanti allo specchio. Io stessa mi sono messa le mani nei capelli: non mi piaccio, prima ero meglio, oddio ora che si fa? Sfortuna vuole che sia troppo tardi per sperare di trasformarsi dallo Zio Fester alla modella della copertina di Vogue, soprattutto se nei mesi precedenti abbiamo vergognosamente parassitato sul divano con millemila calorie. Sono giorni difficili, quelli in cui vi rendete conto di avere occhiaie, imperfezioni di ogni tipo, ritenzione idrica, capelli disastrati.

Non è che può ripassare più tardi caldo, grazie!“.

Sarebbe troppo comodo. Pensate che Giugno e Luglio saranno forse più clementi? Appunto. Ve lo dico chiaro e tondo: è guerra. Abbiamo giusto qualche manciata di settimane per migliorarci per la prova-costume.

Non esistono donne brutte, esistono solo donne pigre”. Di questa frase di Helena Rubinstein io ho fatto il mio mantra e vorrei cominciare proprio da qui per una remise en forme. Tenete continuamente a mente questa piccola citazione una volta chiuso questo post. Se pensavate, però, di trovare nel mio blog rimedi del tipo “come mangiare croissant e cookies fino a scoppiare e poi avere il sedere di Belen” sappiate che per i miracoli c’è sempre la Madonna di Medjugorie.

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Il Parco Nazionale del Teide che i Guanches chiamavano "Echeyde", che significa "Casa di Guayota", il Diavolo.
Travel

L’ultima estate a Tenerife

Abito in un piccolo paese sul mare, nel centro Italia.

Un posto dove, appunto, andare al mare, è senza dubbio una faccenda seria, proprio perché questo paesino esiste per tre mesi all’anno. Pertanto, in tutti i miei viaggi, non ho mai sentito l’esigenza di una meta già vista abbastanza. Ma dopo un’estate che si era spenta come una candela dietro ad un bancone di hotel, prima che fosse di nuovo tempo di tisane fumanti e tachipirine, sono partita (un po’ a naso storto) a riprendere fiato, per Tenerife.

A naso storto, perché delle Canarie avevo sempre sentito raccontare dai sessantenni che ci erano stati in viaggio di nozze, dove la cosa più avventurosa da fare era stata una passeggiata sulla riva, mano nella mano. A parte una partita a briscola, di certo non c’erano grandi aspettative.

Mi affretto a dire che mi sbagliavo alla grande.

Appena atterrata, i colori e il clima ventilato di Playa De Las Americas sono la conferma : questo è il posto giusto. Qui l’orologio sembra essersi fermato alla fresca estate dei primi giorni di giugno, in un dedalo di vie spensierate piene di fiori, negozietti colorati e ristorantini affollati di tutte le etnie, che sbucano sulle sue bellissime spiagge. Playa La Troya, una di queste, che non scorderò più per la sua sabbia nera (evitate, come me, la furbizia di indossare un costume color pastello, buttato in seguito nel cestino dell’hotel), è un insieme di volti e di voci, ed è dominata dal Papagayo, locale più cool dell’isola che sfodera cocktail al mango e all’avocado al ritmo di musica ogni ora.

Playa de las Américas: Playa de Troya, con la sua inconfondibile sabbia nera.

Playa de las Américas: Playa de Troya, con la sua inconfondibile sabbia nera. Nonostante le nuvolone, faceva caldissimo!

Playa Las Teresitas, la mia preferita, che si trova invece dalla parte opposta dell’isola, è un’immensa insenatura di sabbia bianca trasportata, almeno così dice la leggenda, direttamente dal deserto del Sahara. Al contrario, qui tutto è rilassante, lento, esprime libertà. Tant’è che sono tutte in topless.

 Las Teresitas, una delle spiagge più popolari di Tenerife, piena di palme e di piante chiamate "uva del mare" che le donano un aspetto caraibico. Qui ho fatto il mio primo bagno!

Las Teresitas, una delle spiagge più popolari di Tenerife, piena di palme e di piante chiamate “uva del mare” che le donano un aspetto caraibico. Qui ho fatto il mio primo bagno!

Estate tutto l’anno!”, ci sottolineava il receptionist dell’appartamento. “Di Tenerife, ci si innamora per sempre!”. A quanto pare, non ci ha imbrogliato. Tenerife ti sembra l’antidoto contro le asprezze della vita, soprattutto al tramonto, sorseggiando una birra, e spesso si ha la folle idea passeggera di trasferirsi lì per sempre.

Però sgombriamo per un attimo la mente dai luoghi comuni. É un’altra Tenerife la mia. Usciti dal chiasso delle spiagge, spiata da dietro, l’isola ha un lato insospettato e travolgente. Certo, le curve ad anello saranno un incubo (armatevi di Travelgum) ma avrei compreso ben poco della sua natura multiforme, senza affittare un’auto. Perdersi nella selvaggia bellezza di Taganana, che irrompe già dal finestrino, ti riconcilia con la natura. Questa sconfinata oasi di verde, in contrasto con l’azzurro incredibile del cielo, è raggiungibile attraverso i Monti Anaga, ed è davvero da togliere il fiato.

La stessa sensazione di meraviglia si prova a Garachico, un insieme di piscine naturali scavate nella roccia, dove i più pigri possono prendere il sole con un panino, e i meno pigri tuffarsi e fare foto nel gelido mare blu. Davvero rigenerante, considerando che si superano i 30 gradi. Se vi capita di fare un giro in piazza per un aperitivo, troverete una statua del liberatore venezuelano Simon Bolivar.

Un tempo, Garachico era il porto di Tenerife.

Un tempo, Garachico era il porto di Tenerife.

È un po’ come vedere la cartolina: Tenerife non è mai come te la saresti immaginata, e le tappe obbligate non finiscono qui. Una passeggiata tra le profumate erbe officinali del Parco botanico del Giardino Millenario, è una pausa rasserenante e magica.

Io e il Drago Millenario, l’albero più antico delle Canarie.

Io e il Drago Millenario, l’albero più antico delle Canarie.

Tenerife è, quindi, soprattutto la forza inebriante della natura, una dimensione più autentica, terrena.

L’immenso e selvaggio Parco Naturale del Teide ne è l’emblema e rapisce con la sua singolarità. Noi facciamo parte dei disorganizzati: la sveglia non ha suonato e abbiamo rinunciato a salire sul vulcano accontentandoci di fare il giro ad anello delle Los Roques de Garcia, un piccolo canyon molto suggestivo. Ci vogliono infatti circa 6 ore di cammino per salire a piedi sulla vetta. Sotto il sole cocente, sembra di stare in una riserva indiana, circondati da macigni rossastri, nel più totale silenzio. Questo posto con i suoi paesaggi mozzafiato, abolisce la distanza tra spazio e tempo e si vorrebbe rimanere qui per sempre. Infine, molte delle cose più belle delle parco sono invisibili; ci sono circa 700 specie di invertebrati, tra rane, serpenti, lucertole, e fortunatamente non ho avuto il piacere di incontrarle.

Tenerife - Los Roques De Garcia

Tenerife – Los Roques De Garcia

 

Cerco di tenermi stretta, ora che sono tornata a casa, il ricordo del celebre paesaggio lunare, ovvero la Miniere di San José, un’infinita distesa di dune di sabbia e balle di fieno che rotolano attraverso paesaggi spettrali. Ho anche visto un mulinello, un mini tornado e ho perso 5 anni di vita. L’atmosfera è un po’ inquietante, da film western, ma affascinante: ero già stata allo Zion Park nello Utah (USA), e il Teide non ha proprio nulla da invidiargli.

Ma ora veniamo alla mia parte preferita. Un parco con gli animali può risultare solo per bambini. Non lui. Se pappagalli, scimmie e pinguini potessero parlare, il Loro Parque sarebbe uno dei primi a ricevere da loro il Premio Nobel. Questa riserva naturale meravigliosa, con voliere, laghetti e recinti, fa sognare e sviluppare grande rispetto verso questi preziosi animali che stanno, purtroppo, scomparendo.

Una delle mie simpatiche amiche al Loro Parque.

Una delle mie simpatiche amiche al Loro Parque.

Tenerife mi è rimasta nel cuore -ci sarete arrivati- e non vedo l’ora di tornare ad esplorare le Canarie. Spero di avervi trasmesso che non farete di certo la stessa fine del viaggiatore di Saramago, che seduto sulla spiaggia, pensa annoiato: “Non c’è altro da vedere“. Perché le Canarie sono immense e c’è tanto altro da vedere.

“E a metà pomeriggio era di nuovo sopraffatto dal desiderio di essere altrove, di essere un altro, di essere un altro altrove.” 

Rassicuriamo Foer, non succede solo a lui, ma anche chi è stato qui, a Tenerife.

Fefa

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Qualcosa è cambiato – My Food Revolution

“Fa che il cibo sia la tua medicina e che la tua medicina sia il cibo.”

Ippocrate

Amici, genitori e fidanzato, da tempo mi guardano in maniera strana quando al ristorante loro ordinano bisteccone e io un toast con l’avocado, o quando invece di entrare come tutte in profumeria, mi perdo in qualunque erboristeria mi capiti a tiro su questo pianeta. No, non scappate, questo non è il solito post di protesta su come salvare gli animali o sul cancro, e non sono né vegetariana né malata, anche se devo dire che la carne non è il mio piatto preferito e a forza di informarmi sulle sue conseguenze, non avrei alcun problema ad eliminarla definitivamente.

Eppure qualcosa è cambiato.

Ho scelto di chiamare questo articolo My Food Revolution, ma in realtà di rivoluzionario c’è davvero poco, in quanto la maggior parte delle persone e dei libri lo fa già e ne parla già. Cosa? Ha capito l’importanza del cibo, che non è un semplice carburante, ma è qualcosa di più potente di qualsiasi farmaco o intervento perchè ha il ruolo di favorire la salute.

E già questa mi sembra una notizia interessante per continuare a leggermi.

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