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Beach Beauty Essentials | Piccole abitudini per grande freschezza

Ciao ragazze!

Vi scrivo che sono ancora in accappatoio e sto nuovamente, incredibilmente, sudando. Ma và?Anche voi?

Caronte incombe senza pietà per nessuno e questo rende la vita di noi donne molto complicata.

Mi fa male il braccio dallo sventolarmi e rinfrescarmi ogni 5 minuti con le salviettine umidificate (messe in frigorifero come Marilyn faceva con il reggiseno), ho perso quasi 2 kg (seguono urla di gioia registrate) tra tante notti insonni e giornate passate a bere litri di acqua fredda con le gambe in alto sul muro, ma nonostante questo, IO NON CAMBIO IDEA.

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Come avere la pancia piatta come Candice Swanepoel e riuscire anche a respirare #welcomesummer

Niente paura.

Non sono qui per illustrarvi qualche strumento di tortura del Medioevo, tipo guaine strizza-ciccia da indossare con 30 gradi o disgustosi beveroni al sedano.

E se vi state chiedendo chi diavolo sia questa “Candice” dal cognome impronunciabile, vi dico subito che no, non è una pornodiva dell’Est bensì una delle modelle più famose di Victoria’s Secret con una delle pance più belle del globo. O almeno, io da donna, ho notato principalmente questa parte del corpo.

http://young-wanderer.tumblr.com/post/archive

Candice Swanepoel, Victoria’s Secret Model – e il suo invidiabile #flatstomach in tutta la sua gloria

 

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Come avere i capelli fighi ed essere felici #welcomesummer

Certe volte l’importante
è vedersi più belli
quanto basta per sentire
che il mondo è vicino
e non è perfetto…

Così canta Carmen Consoli in Non volermi male ed è esattamente quello che sto provando io mentre impreco perchè devo mettermi lo smalto, depilarmi, incremarmi, dare una forma decente ai capelli: essere presentabile, insomma. Una rottura di balle  routine che si ripete, come per ogni donna di questo pianeta, almeno ogni fine settimana. D’estate, poi, anche ogni due giorni.

Che fatica, e non ci danno nemmeno un Premio Nobel.

Il caldo, insomma, è arrivato. Alzi la mano chi non ha bisogno di consigli, ora che iniziano i tre mesi di tour de force di matrimoni/aperitivi/pranzi/passeggiate/cene/drinks, spesso con l’80% di umidità e 30 gradi.

Dove voglio arrivare? Si sa, possiamo anche essere messe malissimo, ma dopo una piega dal parrucchiere tutti ci guardano come se fossimo diverse, e più belle. (Fidanzato medio a parte, che non si accorge neanche se vaghiamo con un ananas sulla testa).

Insomma, i capelli contano e oggi sono loro i protagonisti di questo post. Non posso quindi esimermi dal proporvi la mia hair routine, scelta a furor di popolo, con i prodotti che attualmente troneggiano nel mio arsenale. Sì, perché, se voi avete la comune mensola, io ho un arsenale (di cui vado anche molto fiera) che invade il 70% della mia stanza,  il 40% del bagno e a volte anche un 10% del corridoio. Non sto affatto scherzando.

Come avrete ormai intuito, ho una passione irrimediabile per il bio e ne so a pacchi, modestamente. Fare shopping per me significa andare in giro a spendere soldi, tanti soldi, soldi che tralaltro nemmeno ho, in continui prodotti, sempre diversi e anche se le boccette sono tutte ancora piene. Sono pazza? No, solo appassionata, e presto sotto un ponte a contrattare un rene al mercato degli organi per qualche campioncino. Può capitare, per intenderci, che in una giornata mi perda per ore anche in tre erboristerie, supermercati bio, farmacie, botteghe equo-solidali a osservare, annusare, con dedizione e precisione e last but not least riportare bottino, claro.

Con gli e-commerce, poi non ne parliamo: a proposito, vi consiglio quello di fiducia Laula Beauty, un negozio online di cosmetici eco bio certificati e non testati su animali. Fateci un salto: campioncini gratuiti ad ogni ordine e -15% fino 16 giugno! (Codice NEWLAULABEAUTY)

Bravissima è anche Alessandra di Bambi, Natural & Organic Beauty: sulla sua pagina Facebook, sul suo sito  (Bambi Organics) e sul suo Instagram potrete trovare tante idee, sempre eco e addirittura internazionali. Io non mi perdo una chicca!

Recentemente ho fatto acquisti anche su Bella Naturale , forse uno dei pochi e-commerce di cosmetici eco bio con spedizioni gratis, con un team che definire gentile è poco.

Cari uomini, avrete intuito che questo è il momento in cui scasso la uallera, e dunque, non mi offendo se virate altrove.

Partiamo dalla premessa che, almeno secondo me, con una belle pelle e con dei bei capelli devi nascerci. Come direbbe Totò, io non lo nacqui. Ho avuto i capelli lunghi per 15 anni, fini e ingestibili (mentre li avrei voluti corposi e tantissimi). Ragion per cui ho cercato di migliorarli e curarli, riempendo il carrello della spesa con ogni nuova e spaziale scoperta dell’ultimo spot televisivo. Temevo di essere io quella negata a farmeli e così soggiornavo dal parrucchiere.

Eppure chi mi conosce lo sa: io ho sempre odiato i parrucchieri. (Ecco perché non posso essere una FESCION BLOGGER). Tu sei pronta ad immolarti sulla loro poltroncina e eccallà parte subito la tarantella: “Uh! ma che capelli rovinati, ma sei stressata cara? Ahhh, devi provare il nostro shampoo!” così esci, con 103 euro in meno, temendo di avere chissà quale malattia, e senza il taglio, il colore o la piega che avevi chiesto, e una volta in auto, li insulti pesantemente perché, ti vedi orrenda ma in compenso ti hanno fatto i raggi infrarossi e messo un olio himalayano.

Conscia del generale peggioramento della situazione, con un prurito quotidiano e capelli sporchi, opachi e pesanti già il giorno dopo, in un guizzo di efficienza (o di esaurimento nervoso), benché titubante, decisi allora di porre fine a questo dramma, buttandomi nel mondo dei cosiddetti rimedi della nonna.

A tutte le donne, piegate dal consumismo di Pantene e Sunsilk: con mia somma incredulità, il giorno dopo, ripeto IL GIORNO DOPO l’uso di ingredienti 100% naturali, i miei capelli erano rinati, più lucenti e sani. Ormai è un mai più senza. Andiamo al dunque. La mia nuova routine prevede:

La scelta del biologico.

Tranquilli, non sono una Testimone del Bio-Geova, ma è sempre bene che sappiate quello che vi spalmate in testa e sulla pelle. Come so, come sapete e come sanno tutti, in questo preciso momento storico, non si può mangiare più niente (vedi l’olio di palma): la questione non è molto diversa per i prodotti della profumeria, spesso avvolti in siliconi e parabeni. E in effetti, prima di avere delle irritazioni al cuoio capelluto e i capelli come una scopa, non avrei mai pensato di scegliere uno shampoo senza alcuna sostanza chimica e nel pieno rispetto dell’ambiente. E invece, scema io! Per intenderci: un intruglio commerciale vi renderà i capelli perfetti giusto il tempo di una messa in piega, ma col passare dei mesi li distruggerà e voi sarete sempre in fila dal parrucchiere per tagliare le doppie punte. Un prodotto biologico, pur costando il doppio (unica nota negativa) vi durerà anche tre mesi, in quanto ne servirà appena una goccia, e nel tempo curerà il cuoio capelluto, facendolo letteralmente risorgere. Sono sicura che riuscirete a rinunciare ad un aperitivo, se questo comporterà una chioma sana e lucente che sta in piega in cinque minuti. Siate sagge.

Vento d’estate.

Il phon, la piastra e il ferro massacrano i capelli, questa non è una novità. Lo so anche io, ma non vivo senza la GHD, amata a tal punto da nasconderla. Ladri, rubatemi tutto ma lei no, ve prego. Eppure la prima causa di doppie punte sono proprio questi aggeggi disgraziati. Se proprio non potete farne a meno, vi raccomando di usarla sui capelli completamente asciutti e non bagnati, su cui dopo spruzzerete un prodotto protettivo per il calore. Il metodo miracoloso per tornare ad avere capelli sani è semplicemente quello di approfittare del caldo e asciugarli quanto più possibile all’aria e al sole, oppure con il diffusore e il phon freddo/tiepido. Se avete il mio stesso problema, ovvero sembrare una pazza scappata di casa, sappiate che ora ve ne potete anche fregare perchè vanno le beach waves, onde naturali che di solito avete dopo un bel bagno al mare.

Emma Stone, beach waves Hair style [emma-stone_o_su_horizontal_fixed]

Al momento adoro letteralmente lo stile di Emma Stone.

Io, che sono sempre stata una “fissata” del capello lungo e liscio come uno spaghetto, mi sono innamorata dei nuovi long bob delle star con le loro chiome naturali, ondulate, finto-scompigliate, come appena sveglie, e luminose. E così li ho tagliati, bum, all’improvviso. Fin qui ci siamo: il vero problema è stato realizzarle homemade, a meno che non abbiate il coraggio di uscire con un’alga in testa, una volta tornate dal mare. Chissà, magari Ariel lo faceva. Ho cambiato almeno cinque parrucchieri e nessuno, nessuno è stato capace di realizzarmele (che manco avessi chiesto una tripla banana con treccia a spina di pesce) così le ho provate tutte, guardandomi ogni sorta di tutorial su youtube: dal dormire (malissimo) con l’elastico in testa tipo servetta depressa del Medioevo, ai bigodini, al ferro, ad arrotolarli con qualunque cosa. Tutto inutile, forse colpa del mio tipo di capello. Si sa, la naturalezza artificiale costa. Puntualmente sognavo il bob spettinato e fresco di Alexa Chung e puntualmente il risultato era quello di avere una pettinatura improbabile e arruffatissima alla Jaqen H’ghar. Ma che davero.

PicMonkey Collage

Reduce da queste dolorose esperienze, ho poi compreso che il miglior modo per avere uno stile messy è appunto quello di fregaccene asciugarsi i capelli all’ariadargli un po’ d’ordine con uno spray (anti-crespo, al sale o anti-umidità) e uscire così. Quindici euro (che poi con i miei diventano magicamente 23) di piega dal parrucchiere possiamo risparmiarcele, no? Matrimonio a parte. Sabato mi ritocca il parrucchiere, arghhh!

Beach Waves

Lavare i capelli con prodotti delicati.

Io lavo i capelli tutti i giorni o una volta ogni due, sia perchè la piega al secondo giorno mi si smoscia, sia perchè mi si sporcano facilmente e amo la leggerezza di una capigliatura appena fatta. I capelli si possono lavare anche tutti i giorni, non è vero che cadono, non è vero che si rovinano: l’importante è usare shampoo, balsamo e maschere delicati, con ingredienti che non vadano ad aggredirli. Ma soprattutto, mi hanno insegnato che se lo shampoo non fa schiuma significa che il capello è sporco: ecco, questo non vale per gli shampoo bio, che fanno pochissima schiuma, ma non per questo puliscono di meno, anzi, ne basta una sola passata. E come faccio a sapere se uno shampoo mi fa bene o mi fa male? Leggi le etichette! Un prodotto per farvi del “bene” non deve contenere come ingrediente:

  • Ammonium lauryl sulfate, sodium laureth sulfate. Detergenti aggressivi
  • Sodium Lauryl Sulfate. Un altro detergente aggressivo che in molti shampoo causa la formazione della famosa schiuma, che altro non è che una sostanza chimica. Se da un lato vi dà la sensazione di pulirvi i capelli in maniera travolgente, dall’altro li distrugge, privandoli dei loro olii essenziali. Repetita iuvant: lo shampoo “bio” non fa schiuma (o ne fa poca): tanti se ne lamentano, ma io non ho mai avuto capelli così puliti.
  • Sodium Chloride. Anche famoso come sale da tavola, il cloruro di sodio è usato come addensante in shampoo e balsami, ed è la maggiore causa di cute secca e prurito, oltre che della caduta dei capelli.
  • Polyethelyne Glycol. Questo ingrediente priva i capelli della loro umidità naturale e li spegne.
  • Diethanolamine (Dea) e Triethanolamine (Tea). Questi ingredienti sono responsabili dell’irritazione del cuoio capelluto, rendendo i capelli secchi e deboli.
  • Parabeni. Non sono altro che sostanze chimiche note per la loro natura tossica, che non solo irritano il cuoio capelluto, ma sono in grado di influenzare anche il vostro equilibrio ormonale, provocando la caduta dei capelli.
  • Formaldehyde. Causa la caduta dei capelli.
  • Alcohol. C’è bisogno di spiegare?
  • Synthetic Fragrance o Parfum. Lo sapevate che in un profumo sono utilizzate circa tremila sostanze chimiche? Ecco, statene alla larga se avete una pelle sensibile e facile alle irritazioni.
  • Synthetic Colors. I colori artificiali sono ampiamente utilizzati nei prodotti per capelli per scopi estetici, causando irritazione del cuoio capelluto.
  • Propylene Glycol. Conosciuto anche come l’antigelo che si usa in auto (non sto scherzando!) è un ingrediente comune negli shampoo (e in generale prodotti di bellezza) per proteggere il prodotto dal gelo durante il trasporto e lo stoccaggio. Irrita la pelle, provocando allergie.
  • Lanolin, Petroleum e Mineral Oil. Spesso presenti nelle maschere, nei gel per capelli e negli olii, invece di idratare e nutrire (motivo principale per cui le acquistiamo) seccano e privano il capello delle sue proprietà. Cornuti e mazziati.
  • Dimethicone. I prodotti che contengono siliconi, come il Dimethicone, donano al fusto dei capelli un aspetto setoso e vellutato. Il capello, però, viene rivestito da questa pellicola che non è assolutamente curativa ma si secca, riempiendosi di doppie punte e provocando anche eruzioni cutanee, bruciore e prurito.

Hai capito? Ecco qualche mia proposta di prodotti per l’estate, che potrebbero fare al caso vostro se avete i capelli tendenzialmente grassi, che tendono a sporcarsi già dopo il secondo giorno, o se semplicemente siete alla ricerca di una sensazione di freschezza e delicatezza. Se, invece, avete altre esigenze, potete sempre trovare quello della stessa linea che fa per voi o curiosare tra i siti proposti.

  • Shampoo Salvia e Limone per Capelli Grassi – La Saponaria

Shampoo naturale ai semi di lino BIO con salvia e limone - La Saponaria (8 euro, 200 ml) [http://www.giardinodiarianna.com/index.php?p=o&i=2647]

Shampoo naturale ai semi di lino BIO con salvia e limone – La Saponaria (8 euro, 200 ml)

Dal profumo fresco di erbe medicinali, avevo subito intuito che tra noi poteva esserci dell’ammmore: questo shampoo è l’unico che mi abbia risolto il problema della cute irritata e impresentabile (sui Forum non si parla d’altro!) dopo averne provati a decine e decine. Attenzione a non sbagliare dosaggio: ne basta una goccia (grazie al pratico beccuccio) per avere i capelli puliti e con una sensazione di freschezza per un bel po’. Unico neo: non è molto districante e quindi vi consiglio di abbinarlo al balsamo qui sotto. 100% naturale, of course. #youwin

  • Balsamo concentrato attivo all’olio di oliva bio e alle proteine vegetali del fagiolo baccello – Biofficina Toscana

 

Balsamo concentrato attivo all'olio di oliva bio e alle proteine vegetali del fagiolo baccello - Biofficina Toscana [http://www.biofficinatoscana.com/prodotto.php?pid=13]

Balsamo concentrato attivo all’olio di oliva bio e alle proteine vegetali del fagiolo baccello – Biofficina Toscana (10 euro e 90, 200 ml)

Se state ridendo anche voi per il fagiolo baccello (eh?), avete dei gravi problemi come me. Ufficialmente il mio balsamo preferito perchè non appesantisce i capelli, li districa e li rende setosi al tatto: tutto questo con appena una goccia e un delicatissimo odore di pulito, molto rilassante. Insomma, non “stanca”: una cosa rarissima, almeno per me. Lo ricomprerò senza dubbio, le 10 euro della mia vita meglio investite.

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Shampoo delicatissimo per capelli untuosi allo zucchero e cocco di Derbe Seres, sui 10 euro circa per 200 ml

Come detto precedentemente, non sono fedele ai prodotti che acquisto, in quanto provarne di nuovi (soprattutto quando viaggio) è la cosa più antistress che ci sia, ma anche perché non bisognerebbe mai far abituare un capello ad un trattamento, bensì procedere a rotazione. Tra le mie New Entry c’è questo shampoo delicatissimo per capelli untuosi (si chiama proprio così) che profuma di zucchero e cocco -piacevolissimo- e riequilibra le ghiandole sebacee grazie al limone e all’ortica. Meno conosciuto di tante altre marche, ma non per questo meno valido. Al momento è il mio preferito!

  • Balsamo setificante per capelli stressati con ceramidi di girasole, proteine del riso ed estratto di miglio
Balsamo maschera setificante #welcomesummer

Balsamo setificante per capelli stressati con ceramidi da girasole, proteine del riso ed estratto di miglio, di Derbe. Sulle 10 euro per 150 ml

Della stessa linea, questo balsamo-maschera setificante è una coccola d’emergenza perfetta per i capelli aridi e secchi dopo una giornata di sole e mare. Solitamente lo lascio in testa anche per 20 minuti: ricco di ingredienti molto nutrienti, servirà a dare una sferzata di vitalità ai capelli, rendendoli morbidi e corposi. Ottimo profumo!

  • Linea tinte Sanotint

Aggiungo, come ultima postilla, che temo possa essere rilevante anche che genere di tinta si sceglie. Sono noiosa, lo so. A tal proposito vi invito a provare la linea della Sanotint, prodotta dalla Cosval, che io ho trovato in erboristeria, e che è totalmente priva di sostanze dannose come ammoniaca, metalli pesanti e da oggi finalmente anche senza resorcinap-Fenilendiammina (causa di allergie). Io la adoro! Con la crisi che c’è, perché dovresti scegliere Sanotint che costa 12 euro, e non la tinta che costa anche 4 euro? È, come appena spiegato, priva di trattamenti chimici e non danneggia il cuoio capelluto; il colore dura tantissimo rispetto alle altre colorazioni; i capelli sono profondamente rigenerati grazie al miglio dorato; all’interno c’è una boccettina di balsamo che dura anche un mese e un campioncino di crema per la pelle. Inoltre, ha un odore delizioso! Basta?

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La linea Sanotint, a base di miglio dorato ed estratti vegetali. La linea Light è quella per le pelli più sensibili. 12 euro in erboristeria

 

Mi sembra di aver riassunto fedelmente tutto quello che riguarda la cura dei miei capelli. Benedico quel momento di infinita saggezza in cui, due/tre anni fa, ho scoperto queste robe profumatissime che mi hanno svoltato la vita. Se avete domande o curiosità, non esitate a scrivermi e se questo post vi è piaciuto, sono a vostra disposizione per qualunque altro argomento beauty vorrete approfondire. Vi mando un bacio e alla prossima!

Fefa

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A modo mio — Tre giorni tra Urbino e dintorni

Qualche giorno fa, durante l’ennesima passeggiata per Urbino, una città in cui vado almeno ogni sei mesi, da almeno dieci anni, e che considero oramai come la mia seconda casa, mi è stata improvvisamente chiara una cosa. Quante volte avevo attraversato Via Bramante, non sfiorata dal sospetto di una novità all’orizzonte? Ma per gran parte delle questioni, la vita è così: ti sorprende, nel bene o nel male, inaspettatamente; e poi certi attimi, di per sé senza importanza, ti fanno riflettere sul senso della vita intera.

Non so se è un caso se quel giorno il mio sguardo triste si sia concentrato su una via stretta-stretta con delle scale ripide, proprio a sinistra della gelateria dove avevo preso un gelato la sera prima. Destra o sinistra? Sinistra. Urbino, tanto per essere chiari, è piena di vie nascoste, malinconiche, dimenticate nel passato, e sembrano tutte invitarti a guardare cosa ci sia dietro. Pur consapevole del peso delle buste della spesa, e del caldo di un mezzogiorno di maggio, mi è venuta voglia di perderci tempo e curiosare dove conducesse, forse ispirata da una lezione di Pierre de Laclos: “[…] non si può mai tornare indietro da un passo precipitoso.”

Vuoi vedere che Pierre ha ragione? Ma no, ci sarà un muro o una casa, mi sono detta. E invece ho trovato questo.

Vista panoramica su Urbino

Vista panoramica su Urbino

Eh già.

A togliermi il fiato è stato un suggestivo parco tra gli alberi e i fiori, immerso nella quiete, con un’incredibile vista panoramica. Una delle migliori sensazioni al mondo è quando si scopre qualcosa di nuovo, non trovate?

Pazienza se gli yogurt del Conad sarebbero diventati formaggio: c’era proprio un venticello fresco fatto apposta per fermarsi su una panchina, e tirar fuori il libro nella borsa, lontano dal chiasso del centro.

Ecco, se siete stanchi per le lunghe passeggiate, questo angolo di paradiso offre una perfetta soluzione per rilassarsi, magari con un cono al pistacchio di Officina del Gelato, poco prima dell’antica Porta di Santa Lucia.

Se invece avete proprio fame, e sognate una piadina, magari biologica, e con una rilassante vista panoramica, fate salto Da Peppe, nel centro commerciale che troverete superato l’arco. Un po’ caro ma merita. Sì, lo so che parlo sempre di cibo ma qui ci sanno davvero fare.

Porta Santa Lucia - Urbino

Porta Santa Lucia – Urbino

 

Quindi, riassumendo: quando e perché ci siamo convinti di aver visto tutto, lasciandoci travolgere passivamente dalla quotidianità? Dove abbiamo smarrito il nostro entusiasmo? E se il parco scoperto per caso non fosse stato solo una banale attrattiva sfuggita, ma un insegnamento, un monito, e perchè no, anche una speranza? Io ho voluto intenderlo così. Un modo per ricordarmi che, davvero, può ancora accadere qualcosa di bello e che c’è sempre un’occasione per meravigliarci. Per dirla alla Némirovsky, in “Suite francese”:

“In poche parole, che le catastrofi passano e che bisogna cercare di non andarsene prima di loro, ecco tutto. Perciò prima di tutto vivere: Primum vivere. Giorno per giorno. Resistere, attendere, sperare”.

Vero? Ah cari amici, perciò, meravigliamoci.

Su Urbino si è scritto tutto, ma sul perchè non si riesca a dimenticarla, quasi nulla. Non credo che alla maggior parte della gente piaccia la prima volta che ci va; in sintesi, forse perchè “provata” dalle sue famose salite, o perchè abituata alle città glamourous che si affacciano sul mare. Eppure, quando la conosci bene, viene da pensare che, in fondo, sia la città più bella delle Marche, la migliore in cui vivere, per la sua tranquillità e la sua magica essenza medievale. E ti manca. Almeno, a me, manca sempre.

Prendetevela con calma, per un tour da queste parti: tre giorni saranno sufficienti.

Proseguendo lungo Via Bramante, diretti verso il centro di Urbino, già che ci sietevi consiglio di andare a curiosare tra uno dei miei posti preferiti, il supermercato bio Girolomoni – Oltre il Biologico, tappa obbligatoria per me che faccio sempre scorta di yogurt e cioccolato super sani.

In Via Raffaello Sanzio inizia il clou della vita universitaria, che brulica di gente e di negozi, e ha il suo centro nella Piazza della Repubblica, la vera anima di questa città, con i suoi caffè, i suoi negozi e i suoi portici, sempre affollati di gente che magari è lì a tifare tutta insieme per Valentino Rossi. E per festeggiare questo giorno non qualunque, non ti fai una buonissima crescia sfogliata, la specialità di Urbino, da Il Buco, un posticino un po’ piccolo (del resto, si chiama Il Buco!) incastonato a sinistra del centro storico?

Piazza della Repubblica - Urbino

Piazza della Repubblica – Urbino

Arrivare è facile: basta prendere un treno per Pesaro e, giunti alla stazione, uno dei tanti bus (Speedy) comodi ed efficienti, pronti lì ad aspettarvi per condurvi ad Urbino in appena 40 minuti. Urbino è a misura d’uomo. Se posso, vi consiglio di visitarla in Primavera/Estate perché l’inverno è davvero rigido e nevica ogni anno. D’autunno, poi, è incantevole.

Rintracciare i posti da visitare è tutt’altro che difficile.

Su questa Piazza convergono due vie, che portano entrambe al filo rosso che collega Urbino, ovvero il suo maestoso Palazzo Ducale. Io oggi ho scelto quella a sinistra, che passa sotto ai Portici, e costeggia il Teatro Sanzio con il famoso “Orecchio del Duca” (un semicerchio dalle cui estremità si può riesce a comunicare: provateci!)

Qualunque cosa raccontino di lui, credetemi, non è mai come visitarlo: io ci sono stata infinite volte e non mi stancherei mai di passeggiare tra gli appartamenti del Duca di Montefeltro, sbirciare tra i sotterranei, e perdermi tra i grandi capolavori della Galleria Nazionale delle Marche, con le sue incredibili opere dal Trecento al Seicento, tante volte studiate al Liceo.

Tra le perle da vedere, ce ne sono due ancora più speciali, di cui molti di voi avranno già sentito parlare: “La Muta” di Raffaello, nato proprio qui ad Urbino, ora ricollocata nell’Appartamento della Duchessa, e “Lo studiolo del Duca“, che con le sue 14 tavole, prestate dal Museo del Louvre in via del tutto eccezionale, è anche uno dei grandi eventi di Expo 2015. Urbino, se vi fosse sfuggito, è anche l’unica città marchigiana candidata a Capitale Europea della Cultura del 2019.

Sarà un biglietto di cui difficilmente vi pentirete.

Uno scorcio del Palazzo Ducale, con i suoi Torricini - Urbino

Uno scorcio del Palazzo Ducale, con i suoi Torricini – Urbino

Vi siete persi? Una piantina della città veramente utile potete trovarla qui .

Urbino colpisce il cuore di ogni visitatore già con la semplice Passeggiata Carlo Bo, uno dei miei posti preferiti, da cui si possono ammirare gli inconfondibili Torricini, al momento in restauro. Chi non conoscesse Carlo Bo, sappia che è stato un celebre critico letterario italiano nonchè Rettore dell’Università di Urbino e senatore a vita della Repubblica. Uno a caso, insomma.

 

Un tratto della famosa Passeggiata Carlo Bo da cui si può ammirare il Palazzo Ducale- Urbino

Un tratto della famosa Passeggiata Carlo Bo da cui si può ammirare il Palazzo Ducale- Urbino

“Per capire Urbino non basta una vita” diceva Carlo Bo.

Non riesco a dargli torto. Di cose da vedere ce ne sono tante, troppe, come il Duomo, il monumento di Raffaello (davanti, il sabato c’è un lunghissimo mercato), San Bernardino con il Mausoleo dei Duchi, gli affreschi dell’Oratorio di San Giovanni, o la meravigliosa Fortezza Albornoz con il suo Parco della Resistenza (un altro punto panoramico, dove d’estate ci sono anche i concerti!), ma io ho voluto provarvela a raccontare a modo mio. Anche perchè mi riusciva difficile riassumere nello spazio di un post questo prezioso gioiello urbanistico che ha tanto da regalare.
fortezza

Ecco la vista dal prato della Fortezza Albornoz, una costruzione fortificata edificata sul punto più alto del Monte di S. Sergio a Urbino. Ora Parco Pubblico e della Resistenza.

Monumento di Raffaello

Particolare del Monumento a Raffaello

Duomo di Urbino

Duomo di Urbino

… and then, I have nature and art and poetry, and if that is not enough, what is enough?

Van Gogh aveva ragione, è abbastanza.

Ma in caso non lo fosse, per i più incontentabili, prendetevi almeno un giorno per visitare anche Fossombrone, un altro borgo medievale racchiuso nell’area protetta del Parco delle Cesane, con ancora la cittadella e la rocca malatestiana del XIII-XV secolo. Avete presente quei luoghi che, non appena si conoscono, ti fanno sentire subito a vostro agio? Ecco.

Io lo considero anche la mia tappa preferita per fare shopping: non mancate i suoi negozi e il suo mercato il lunedì: me ne sono riportata a casa metà. Devo dirlo: anche qui consiglio una sosta gastronomica nella pizzeria “La Grotta“: il locale è spendido, romantico, ed è racchiuso in una vera grotta, proprio nel Corso principale.

L'ingresso nel borgo storico di Fossombrone (PU)

L’ingresso nel borgo storico di Fossombrone (PU)

Se invece siete saturi di storia o forse meno intellettuali, e volete cambiare completamente genere di gita, allora la moderna città di Pesaro fa per voi. Dalla stazione, imboccando Via Branca, si giunge facilmente al centro della città, con la sua Piazza del Popolo e la sua Fontana, uno dei principali punti d’incontro degli abitanti. Si prosegue poi per il corso, con un veloce giro delle vetrine, e un immancabile tappa al suo lungomare, costituito da 7 chilometri di spiagge, dove troneggia la celebre “Palla di Pomodoro”. A Pesaro, inoltre, ci sono tantissimi eventi, come la Fiera di San Nicola a metà settembre.

La scultura di Arnaldo Pomodoro, la “Sfera Grande”, chiamata comunemente “Palla di Pomodoro” - Pesaro

La scultura di Arnaldo Pomodoro, la “Sfera Grande”, chiamata comunemente “Palla di Pomodoro” – Pesaro

Piazza del Popolo - Pesaro

Piazza del Popolo – Pesaro

Pesaro è anche la città natale del compositore Gioachino Rossini, di cui è visitabile la casa-museo Rossini e al quale sono dedicati il Conservatorio e il Teatro, in cui vi si svolge tutte le estati il Rossini Opera Festival. Non perdetevelo!

Il lungomare di Pesaro

Il bellissimo lungomare di Pesaro

Ce l’ho fatta.

Mi hanno detto: “Ma quanto ci metti a scrivere un post?

Scrivere qualcosa che possa veramente “servire” e incuriosire chi viene a visitare una città, è la mia nuova ossessione. Perché dico questo? Perché spesso, mi capita di imbattermi in post di viaggio banali e spersonalizzati, che raccontano luoghi che io frequento abitualmente, senza consigliare nulla di davvero significativo. E per significativo intendo, il posto più buono dove prendere il gelato, o dove fare la passeggiata più romantica, o cosa non perdersi la sera. E soprattutto, cosa ha emozionato e cosa non bisogna perdere. Sono post freddi, senz’anima, come se l’autore, in questa città, non ci fosse mai stato davvero, ed estrapolasse quello che deve scrivere da google o da wikipedia.

Ciò che per gli altri è normale, per me è insopportabile. Lo ripeto: io non voglio essere questo, voglio fare del mio meglio per lasciarvi qualcosa. Sarò troppo riflessiva, rigorosa, lenta (e lo so, scrivo dei papiri) ma a me piace così.

E dopo questa piccola premessa, mi raccomando, salvate questi luoghi memorabili nella vostra lista delle cose da vedere ora che iniziano i weekend di caldo. Qui non ci si annoia mai: ad un’ora di distanza di auto ci sono luoghi speciali. Ultimamente sono stata alla Gola del Furlo. Googlatela e vedrete che verrà voglia anche a voi di un’escursione sul suo fiume smeraldo, tra alberi secolari e rocce millenarie. Che paradiso.

Ci vediamo lì?

Fefa

Countdown to Summer!
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Non esistono donne brutte, solo donne pigre

Il sole brilla intensamente. Odora di primavera. Odora non del naso, ma in qualche punto dell’anima, tra il petto e la pancia.

— Anton Čechov

Credo che nulla possa eguagliare la sensazione di quando ti accorgi che le giornate si stanno allungando, o di quando puoi indossare una maglia in meno.

Per questo e altri motivi amo Marzo: primo, perchè è il mese del mio compleanno; secondo, perchè si può ricominciare a fare delle lunghe passeggiate e si iniziano ad intravedere i primi segnali dell’Estate dietro l’angolo: il cielo azzurro, i fiori colorati, la positività nell’aria, la pelle dorata. Eh sì, io credo che questo periodo sia una via d’accesso alla bellezza della vita. E ho pensato che dopo gli ultimi post un tantino deprimenti (ma comunque utili), fosse arrivato il momento per uno semi-serio e spensierato, per SOLE DONNE. (O uomini che si sentono DONNE).

Siamo finalmente fuori dal freddo, quasi fuori, perchè alcune serate sembrano avere ancora le temperature della Bassa Padana, ma alla fine basta un foulard al collo, mentre prima sarebbe servita la pelliccia di Jon Snow. Lo so, non è per tutti così drammatica. Diciamo pure che l’idea di provare a farmi piacere l’inverno si esaurisce con un dolore muscolare o dopo l’ennesima giornata di pioggia al centro commerciale. Brrr. E anche se quest’anno non è stato poi così rigido, più passa il tempo e più medito di trasferirmi dove il clima è sempre mite e la vita ha più possibilità.

Ma torniamo alla notizia del giorno: è definitivamente Primavera!

Qui comincia il difficile: come siamo ridotte?

Eh già, le giornate in cui si torna a scoprirsi sono anche un modo come un altro per urlare “PANICO!” davanti allo specchio. Io stessa mi sono messa le mani nei capelli: non mi piaccio, prima ero meglio, oddio ora che si fa? Sfortuna vuole che sia troppo tardi per sperare di trasformarsi dallo Zio Fester alla modella della copertina di Vogue, soprattutto se nei mesi precedenti abbiamo vergognosamente parassitato sul divano con millemila calorie. Sono giorni difficili, quelli in cui vi rendete conto di avere occhiaie, imperfezioni di ogni tipo, ritenzione idrica, capelli disastrati.

Non è che può ripassare più tardi caldo, grazie!“.

Sarebbe troppo comodo. Pensate che Giugno e Luglio saranno forse più clementi? Appunto. Ve lo dico chiaro e tondo: è guerra. Abbiamo giusto qualche manciata di settimane per migliorarci per la prova-costume.

Non esistono donne brutte, esistono solo donne pigre”. Di questa frase di Helena Rubinstein io ho fatto il mio mantra e vorrei cominciare proprio da qui per una remise en forme. Tenete continuamente a mente questa piccola citazione una volta chiuso questo post. Se pensavate, però, di trovare nel mio blog rimedi del tipo “come mangiare croissant e cookies fino a scoppiare e poi avere il sedere di Belen” sappiate che per i miracoli c’è sempre la Madonna di Medjugorie.

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