Browsing Tag

spring

FEFAaCastelluccio
Blog, Travel

Flowers Therapy: quando stare a piedi nudi migliora la vita

Hey, come state?
È passato un po’ di tempo da quando ci siamo sentiti l’ultima volta. Che anno era?
A parte gli scherzi, non sono una di quelle che scrive un post al giorno, ogni giorno, ve ne sarete accorti. Non so ancora se sono tagliata per fare la blogger; di certo, quello che so, è che le idee mi escono solo se ho entusiasmo, se sono ispirata, e (molto) spesso mi scoraggio.

Eppure, per fortuna, tante persone speciali mi seguono, mi fanno i complimenti e mi rimproverano, così la passione di condividere qualcosa è tornata. Grazie! Siete fantastici!

Lasciate che vi racconti di un posto che ho visto tempo fa, un luogo così bello che pare ricalcato da un quadro di Monet, a metà strada tra il paradiso e la fiaba. Sto parlando di Castelluccio, un paesino dell’Umbria, sigillato tra i Monti Sibillini, e precisamente a 28 km da Norcia, dove per tutto l’inverno non arrivano quasi macchine.

Tra metà Giugno ed i primi giorni di Luglio di ogni anno, queste colline però si trasformano popolandosi di fiori di tutti i colori, dal giallo ocra al rosso, dal viola al bianco all’azzurro, attirando turisti da tutto il mondo. Poiché la fioritura è qualcosa di assolutamente naturale ed incontrollabile, e dipende molto dall’andamento climatico della stagione, prima di partire da lontano e restare delusi, sarebbe opportuno fare squillo al Comune di Norcia in Piazza S. Benedetto.

[Recapiti: Tel. 0743824911 Fax 0743816519]

castelluccio

Avete mai visto qualcosa di più bello?

Continua a Leggere

http://p-e-t-a-l-e.tumblr.com/post/116234828301
Life Inspiration, Travel

Cattolica: a casa di Samuele Bersani, tra fiori e castelli.

“Potrei ma non voglio fidarmi di te
io non ti conosco e in fondo non c’è
in quello che dici qualcosa che pensi
sei solo la copia di mille riassunti…”

 

La “felicità” è una grande parola. E dite quel che vi pare, ma secondo me, si avvicina molto alla spensieratezza di due gambe distese al sole, un gelato, e il sole caldo di Aprile.

Non credo sia più un segreto per chi mi conosce: la primavera è decisamente la stagione che più amo, e vorrei conoscere il segreto per fermare questa deliziosa temperatura di 20 gradi per 365 giorni l’anno. Così mentre mi asciugo i capelli in una sera che sembra quasi estate, alla radio passano Giudizi Universali di Samuele Bersani, e mi tornano subito in mente i ricordi del mio ultimo lungo weekend a Cattolica. Perchè se non lo sapevate, il cantante è proprio di qui.

Se dico Cattolica, qual è la prima cosa a cui pensate? Bene: come me, vi sbagliate alla grande.

Al contrario di quello che si possa immaginare di questo posto, non è solo mare, divertimento, locali e vita notturna. Sono venuta qui proprio perchè ho scoperto che nell’entroterra c’è tanto da vedere e da fare, soprattutto in Primavera: paesi deliziosi, castelli e borghi incastonati tra le colline, dove perdersi tra il loro passato e le loro tradizioni, con i colori di qualunque stagione.

Continua a Leggere

Countdown to Summer!
BeautyStyle, Blog

Non esistono donne brutte, solo donne pigre

Il sole brilla intensamente. Odora di primavera. Odora non del naso, ma in qualche punto dell’anima, tra il petto e la pancia.

— Anton Čechov

Credo che nulla possa eguagliare la sensazione di quando ti accorgi che le giornate si stanno allungando, o di quando puoi indossare una maglia in meno.

Per questo e altri motivi amo Marzo: primo, perchè è il mese del mio compleanno; secondo, perchè si può ricominciare a fare delle lunghe passeggiate e si iniziano ad intravedere i primi segnali dell’Estate dietro l’angolo: il cielo azzurro, i fiori colorati, la positività nell’aria, la pelle dorata. Eh sì, io credo che questo periodo sia una via d’accesso alla bellezza della vita. E ho pensato che dopo gli ultimi post un tantino deprimenti (ma comunque utili), fosse arrivato il momento per uno semi-serio e spensierato, per SOLE DONNE. (O uomini che si sentono DONNE).

Siamo finalmente fuori dal freddo, quasi fuori, perchè alcune serate sembrano avere ancora le temperature della Bassa Padana, ma alla fine basta un foulard al collo, mentre prima sarebbe servita la pelliccia di Jon Snow. Lo so, non è per tutti così drammatica. Diciamo pure che l’idea di provare a farmi piacere l’inverno si esaurisce con un dolore muscolare o dopo l’ennesima giornata di pioggia al centro commerciale. Brrr. E anche se quest’anno non è stato poi così rigido, più passa il tempo e più medito di trasferirmi dove il clima è sempre mite e la vita ha più possibilità.

Ma torniamo alla notizia del giorno: è definitivamente Primavera!

Qui comincia il difficile: come siamo ridotte?

Eh già, le giornate in cui si torna a scoprirsi sono anche un modo come un altro per urlare “PANICO!” davanti allo specchio. Io stessa mi sono messa le mani nei capelli: non mi piaccio, prima ero meglio, oddio ora che si fa? Sfortuna vuole che sia troppo tardi per sperare di trasformarsi dallo Zio Fester alla modella della copertina di Vogue, soprattutto se nei mesi precedenti abbiamo vergognosamente parassitato sul divano con millemila calorie. Sono giorni difficili, quelli in cui vi rendete conto di avere occhiaie, imperfezioni di ogni tipo, ritenzione idrica, capelli disastrati.

Non è che può ripassare più tardi caldo, grazie!“.

Sarebbe troppo comodo. Pensate che Giugno e Luglio saranno forse più clementi? Appunto. Ve lo dico chiaro e tondo: è guerra. Abbiamo giusto qualche manciata di settimane per migliorarci per la prova-costume.

Non esistono donne brutte, esistono solo donne pigre”. Di questa frase di Helena Rubinstein io ho fatto il mio mantra e vorrei cominciare proprio da qui per una remise en forme. Tenete continuamente a mente questa piccola citazione una volta chiuso questo post. Se pensavate, però, di trovare nel mio blog rimedi del tipo “come mangiare croissant e cookies fino a scoppiare e poi avere il sedere di Belen” sappiate che per i miracoli c’è sempre la Madonna di Medjugorie.

Continua a Leggere

Il Parco Nazionale del Teide che i Guanches chiamavano "Echeyde", che significa "Casa di Guayota", il Diavolo.
Travel

L’ultima estate a Tenerife

Abito in un piccolo paese sul mare, nel centro Italia.

Un posto dove, appunto, andare al mare, è senza dubbio una faccenda seria, proprio perché questo paesino esiste per tre mesi all’anno. Pertanto, in tutti i miei viaggi, non ho mai sentito l’esigenza di una meta già vista abbastanza. Ma dopo un’estate che si era spenta come una candela dietro ad un bancone di hotel, prima che fosse di nuovo tempo di tisane fumanti e tachipirine, sono partita (un po’ a naso storto) a riprendere fiato, per Tenerife.

A naso storto, perché delle Canarie avevo sempre sentito raccontare dai sessantenni che ci erano stati in viaggio di nozze, dove la cosa più avventurosa da fare era stata una passeggiata sulla riva, mano nella mano. A parte una partita a briscola, di certo non c’erano grandi aspettative.

Mi affretto a dire che mi sbagliavo alla grande.

Appena atterrata, i colori e il clima ventilato di Playa De Las Americas sono la conferma : questo è il posto giusto. Qui l’orologio sembra essersi fermato alla fresca estate dei primi giorni di giugno, in un dedalo di vie spensierate piene di fiori, negozietti colorati e ristorantini affollati di tutte le etnie, che sbucano sulle sue bellissime spiagge. Playa La Troya, una di queste, che non scorderò più per la sua sabbia nera (evitate, come me, la furbizia di indossare un costume color pastello, buttato in seguito nel cestino dell’hotel), è un insieme di volti e di voci, ed è dominata dal Papagayo, locale più cool dell’isola che sfodera cocktail al mango e all’avocado al ritmo di musica ogni ora.

Playa de las Américas: Playa de Troya, con la sua inconfondibile sabbia nera.

Playa de las Américas: Playa de Troya, con la sua inconfondibile sabbia nera. Nonostante le nuvolone, faceva caldissimo!

Playa Las Teresitas, la mia preferita, che si trova invece dalla parte opposta dell’isola, è un’immensa insenatura di sabbia bianca trasportata, almeno così dice la leggenda, direttamente dal deserto del Sahara. Al contrario, qui tutto è rilassante, lento, esprime libertà. Tant’è che sono tutte in topless.

 Las Teresitas, una delle spiagge più popolari di Tenerife, piena di palme e di piante chiamate "uva del mare" che le donano un aspetto caraibico. Qui ho fatto il mio primo bagno!

Las Teresitas, una delle spiagge più popolari di Tenerife, piena di palme e di piante chiamate “uva del mare” che le donano un aspetto caraibico. Qui ho fatto il mio primo bagno!

Estate tutto l’anno!”, ci sottolineava il receptionist dell’appartamento. “Di Tenerife, ci si innamora per sempre!”. A quanto pare, non ci ha imbrogliato. Tenerife ti sembra l’antidoto contro le asprezze della vita, soprattutto al tramonto, sorseggiando una birra, e spesso si ha la folle idea passeggera di trasferirsi lì per sempre.

Però sgombriamo per un attimo la mente dai luoghi comuni. É un’altra Tenerife la mia. Usciti dal chiasso delle spiagge, spiata da dietro, l’isola ha un lato insospettato e travolgente. Certo, le curve ad anello saranno un incubo (armatevi di Travelgum) ma avrei compreso ben poco della sua natura multiforme, senza affittare un’auto. Perdersi nella selvaggia bellezza di Taganana, che irrompe già dal finestrino, ti riconcilia con la natura. Questa sconfinata oasi di verde, in contrasto con l’azzurro incredibile del cielo, è raggiungibile attraverso i Monti Anaga, ed è davvero da togliere il fiato.

La stessa sensazione di meraviglia si prova a Garachico, un insieme di piscine naturali scavate nella roccia, dove i più pigri possono prendere il sole con un panino, e i meno pigri tuffarsi e fare foto nel gelido mare blu. Davvero rigenerante, considerando che si superano i 30 gradi. Se vi capita di fare un giro in piazza per un aperitivo, troverete una statua del liberatore venezuelano Simon Bolivar.

Un tempo, Garachico era il porto di Tenerife.

Un tempo, Garachico era il porto di Tenerife.

È un po’ come vedere la cartolina: Tenerife non è mai come te la saresti immaginata, e le tappe obbligate non finiscono qui. Una passeggiata tra le profumate erbe officinali del Parco botanico del Giardino Millenario, è una pausa rasserenante e magica.

Io e il Drago Millenario, l’albero più antico delle Canarie.

Io e il Drago Millenario, l’albero più antico delle Canarie.

Tenerife è, quindi, soprattutto la forza inebriante della natura, una dimensione più autentica, terrena.

L’immenso e selvaggio Parco Naturale del Teide ne è l’emblema e rapisce con la sua singolarità. Noi facciamo parte dei disorganizzati: la sveglia non ha suonato e abbiamo rinunciato a salire sul vulcano accontentandoci di fare il giro ad anello delle Los Roques de Garcia, un piccolo canyon molto suggestivo. Ci vogliono infatti circa 6 ore di cammino per salire a piedi sulla vetta. Sotto il sole cocente, sembra di stare in una riserva indiana, circondati da macigni rossastri, nel più totale silenzio. Questo posto con i suoi paesaggi mozzafiato, abolisce la distanza tra spazio e tempo e si vorrebbe rimanere qui per sempre. Infine, molte delle cose più belle delle parco sono invisibili; ci sono circa 700 specie di invertebrati, tra rane, serpenti, lucertole, e fortunatamente non ho avuto il piacere di incontrarle.

Tenerife - Los Roques De Garcia

Tenerife – Los Roques De Garcia

 

Cerco di tenermi stretta, ora che sono tornata a casa, il ricordo del celebre paesaggio lunare, ovvero la Miniere di San José, un’infinita distesa di dune di sabbia e balle di fieno che rotolano attraverso paesaggi spettrali. Ho anche visto un mulinello, un mini tornado e ho perso 5 anni di vita. L’atmosfera è un po’ inquietante, da film western, ma affascinante: ero già stata allo Zion Park nello Utah (USA), e il Teide non ha proprio nulla da invidiargli.

Ma ora veniamo alla mia parte preferita. Un parco con gli animali può risultare solo per bambini. Non lui. Se pappagalli, scimmie e pinguini potessero parlare, il Loro Parque sarebbe uno dei primi a ricevere da loro il Premio Nobel. Questa riserva naturale meravigliosa, con voliere, laghetti e recinti, fa sognare e sviluppare grande rispetto verso questi preziosi animali che stanno, purtroppo, scomparendo.

Una delle mie simpatiche amiche al Loro Parque.

Una delle mie simpatiche amiche al Loro Parque.

Tenerife mi è rimasta nel cuore -ci sarete arrivati- e non vedo l’ora di tornare ad esplorare le Canarie. Spero di avervi trasmesso che non farete di certo la stessa fine del viaggiatore di Saramago, che seduto sulla spiaggia, pensa annoiato: “Non c’è altro da vedere“. Perché le Canarie sono immense e c’è tanto altro da vedere.

“E a metà pomeriggio era di nuovo sopraffatto dal desiderio di essere altrove, di essere un altro, di essere un altro altrove.” 

Rassicuriamo Foer, non succede solo a lui, ma anche chi è stato qui, a Tenerife.

Fefa

Continua a Leggere