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A rainy day calls for shopping // Quello che mi piace

Ieri sera riflettevo su questa cosa che, da diversi anni (forse dopo che ho fatto la commessa o per la mia passione smodata per i giornali di moda?), tutti mi chiedono consigli sullo stile.

La storia ha davvero dell’ironico, non lo dite a me, considerando il fatto che il mio percorso in tema moda, per capirci, affonda le sue origini in negozi come Terranova, e che odio profondamente tutti i fashion snob di questa terra.

Le fedelissime oramai mi conoscono: qui si parla un po’ di quello che mi pare, in maniera alternativa, e oggi parliamo di shopping, e di quali sono i miei must have di questa caldissima estate oramai ahimè agli sgoccioli.

Per una volta diamo la colpa del tempo. In questi giorni, agosto sembra essersi preso una pausa rinfrescante. Quale migliore occasione per andare per negozi, approfittando degli ultimi saldi?  Prima di provare mezza boutique, e uscire infelici e a mani vuote, voglio darvi qualche umilissima dritta.

Personalmente, ho iniziato ad avere un attimino più di gusto quando ho capito chi ero, e quando mi sono appassionata alla comunicazione.

Voi direte, e ora che c’entra? Ebbene, quale modo più diretto per esprimere qualcosa se non attraverso lo stile? Sì, per me la moda è un po’ arte, e consiste nel suscitare un’emozione tramite la giusta armonia dei colori e dei tessuti.

E voi lo sapete chi siete? Il vostro colore preferito? Le qualità da esaltare? Quali sono le vostre passioni? La modella o l’icona a cui vorreste ispirarvi?

Valorizzarsi, secondo me, non è difficile. Basta seguire qualche semplice regola.

  1. prendetevi cura di voi: e con questo lo sapete che intendo: mangiare e bere cose sane, farsi delle maschere, fare sport anche solo 15 minuti ogni giorno, incremarsi, smaltarsi, fare un salto dal parrucchiere, etc. Non siate pigre, sciatte, spente. Bisogna avere disciplina, non essere delle fissate. Se sei un catorcio difficilmente ti cambierà la vita anche un abito di tulle di Valentino.
  2. accettarsi in ogni caso e volersi bene: se trasmettete insicurezza, se non vi piacete, più che stile il vostro sarà disagio. Accettarsi per quello che si è, nonostante quello che si è, belle o brutte, alte o tappe, con la pelle splendida o con tre strati di fondotinta, è tra le cose più difficili al mondo, lo so, ma fare pace con se stesse vuol dire crescere. Anche io vorrei essere stunning come una modella: posso migliorarmi, impegnarmi, ma non sarò mai uno stambecco alla Kendall Jenner. Che si fa allora? Più sensato esserne consapevoli, e evidenziare i propri lati positivi e unici, con ironia e rispetto per se stesse. Non saremo mai come Kendall ma lei non sarà mai come noi.
  3. osservare con curiosità: dallo street style delle città alle riviste (io, se posso, ne compro 4 a settimana), sfilate, Tumblr, fashion blogger internazionali, Pinterest. Avete internet: ispiratevi, con creatività e gusto. Se siete capitati in una vasca di una grande città, infatti, lo avrete notato: sono tutte vestite uguali, identiche. Così fan tutte? Giammai. Comprendo che i negozi siano sempre gli stessi, ma potete scegliere un capo di un altro colore, fare shopping online, o soprattutto, creare un vostro stile rubato qua e là. Io, onestamente, se vedo che una scarpa o una borsa ce l’hanno tutte, non la compro per principio. No excuses!
  4. mix and match: ce lo insegna Kate Moss, che ha fatto la sua fortuna alternando un jeans del mercato di Camden Town ad un gilet in pelliccia da passerella. Non bisogna per forza avere un portafoglio pesante per sentirsi belle: il segreto sta nell’avere alcuni pezzi irrinunciabili e di qualità (come un chiodo rock, un trench da boutique, una ballerina super chic, un jeans che adoriamo) e abbinarli ad altri decisamente più economici, da bazar. (Questo vale soprattutto se avete rispettato il punto 1.)
  5. abbinare a se stesse qualcosa con cui si è a proprio agio e rispecchia la personalità, il proprio stile. Mai mettersi un rossetto consigliato da altri e che non ci convince, che non avremo messo mai, e con cui ci sentiamo scomodi. Meglio la nostra t-shirt preferita ad un abitino che piace tanto alla mamma, che magari ha 60 anni e lo avrebbe comprato per lei. Credete in voi stessi e non rovinatevi l’umore. Personalità!
  6. essere obiettivi: questa cosa mi valorizza o mi fa una papera? Bisogna essere molto critici e lucidi quando si fa shopping.
  7. scegliere la semplicità. Lo stile minimale, naturale, casual ma curato, vince sempre. Anche sulle firme. Pochi capi, pochi accessori, ma d’effetto.
  8. osare. Ecco, quest’ultimo comandamento deve essere monitorato e usato con cautela. Ovvero, fatevene una ragione ma il confine che passa da un fashion trend al flop degli horrori, tra cool e ridiculous è labile. Ci sono capi di buon gusto, passepartout, evergreen, con cui farete un figurone sempre (come il nostro amico tubino) e capi discutibili, causati da qualche colpo di fulmine, con cui potreste rimanere zitelle a vita. Abbellitevi, non rovinatevi.

Le mie amiche mi invidiano sempre che per fare shopping ci metto 10 minuti, senza neppure provare l’articolo di mio interesse. Come faccio? Di solito ho una lista puntuale e dettagliata studiata a casa delle cose che vorremmo e che mi servono davvero.

Non è facilissimo, ma si può imparare; e poi, c’è da dire che ognuno ha i propri gusti personali, da rispettare. Io, ad esempio, non metterei mai le Hogan o i sandali da gladiatore -sì, ora potete anche defalcarmi da ogni social – né mi farei mai le unghie con le paillettes, ma de gustibus.

Il tormentone estivo del 2015 quest’anno ci vuole tutte distese nella giungla del Nicaragua, o a rovistare tra spezie colorate in un mercato dell’India e a me piace tantissimo.

Prendete ispirazione dal Bohemian Street Style. Forse non piace per tutte, ma fate spazio nel guardaroba per almeno una borsa con le frange (adoro le frange), o un romantico bikini all’uncinetto e sarete subito glam. Non bisogna esagerare, eh, basta un capo (Less is more). Che questa vita che ci vuole tutti perfetti ci spinga ad avere più voglia di libertà, ad essere selvagge, fuori dalle regole, con i capelli spettinati e a piedi scalzi?

http://vogue-in-parisxo.tumblr.com/

Magie d’oriente anche in città.

Ma dove vai se l’Accessorio trendy non ce l’hai? 

Si dice che le suocere siano antipatiche. Generalmente, nella vita sono una sfigata, ma in questo caso sono capitata alla grande: la mia cucina come uno chef e in più, realizza a mano irresistibili accessori di ogni stile, dall’esotico al più romantico, in pizzo, chiacchierino, macramè, uncinetto, merletto e tombolo. Che, per chi non conoscesse quest’ultimo, è un tipo di pizzo fatto a mano, molto delicato ed elegante, caratteristico della città di Offida, nelle Marche. Adoro questa ispirazioni etniche, anche per arredare casa. Un cuscino total white può essere impreziosito da un fiore a tombolo, disegni geometrici o motivi astratti, e così, la camera acquista subito energia e diventa meno noiosa.

http://nectaurine.tumblr.com/

Come sarebbe bella una casa così?

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Sono Flower Addicted, e questa Rosa in tombolo, realizzata a mano, è la mia preferita. Sto impazzendo per trovare un cuscino beige da decorare!

La vorreste anche voi? Desiderio esaudito: qualche giorno fa, stavo mostrando le creazioni di Marisa ai suoi parenti, quando abbiamo pensato che sarebbe stato bellissimo avere un canale online dove far conoscere la sua passione. Et voilà: è nato PuntoIntreccio, un affare di famiglia, per recuperare e rilanciare una tradizione. Vi piacciono i miei orecchini? Queste e molte altre idee, come charms, collane e bracciali vi aspettano su Etsy!

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Il pezzo del cuore. Questi orecchini, realizzati all’uncinetto e arricchiti con perline. Primo, perché amo il lilla, e secondo perché adoro tutto ciò che è romantico. (25 euro, su https://goo.gl/fxl4hw)

Earrings

Motivo nero a cuore arricchito con un delicato filo argentato.

The Long Black Dress Se da una parte abbiamo un esplosione di colore, dall’altra il nero fa sempre la sua scena. C’est Chic! Affidabile, rigoroso, un po’ rock e per questo sicuro di se: corto o lungo il nero è un caro amico di cui non ci si stanca mai. Non è una novità. Super classico, sexy, elegante (per dire) anche con le Birdenstock, che s’impone anche se non si sforza di apparire. E poi, snellisce, lo sapete. Ma serve tanto stile per indossarlo, come con il maxi dress di Miranda Kerr. Infilatevelo voi un informe abito nero e provate ad essere cool: lei ci riesce a meraviglia, pur con una semplice pianella borchiata ai piedi. Prendiamo appunti.

http://fuckyeahvsmodelz.tumblr.com/

Miranda Kerr mi piace da sempre per il suo stile (apparentemente) semplice ma allo stesso tempo femminile e naturale.

Un altro must have dell’estate per me è il top corto vedo-non-vedo in pizzo o all’uncinetto, quasi un capo intimo, preferibilmente abbinato a shorts e gonne a vita altissima. Vintage, tribale, passionale, raffinato. Qualcuna di voi starà giustamente pensando: “Fede, sta arrivando Settembre!” Non avete visto il meteo? Ennò. Tra qualche tornano, per la mia gioia, i 30 gradi. Via libera, allora, alla seducente naturalezza!

http://young-wanderer.tumblr.com/post/archive

Se dopo questo post non avete avuto voglia di scappare in Thailandia, bere da una noce di cocco distesi tra i fiori tropicali, qualcosa è andato storto. A parte gli scherzi, spero di aver rallegrato questa giornata di pioggia con le tinte vivaci della moda. E ricordate: l’abito giusto è come l’amore, è quello giusto solo se ti fa essere te stessa.

 

Buon Weekend, Fefa

 

 

 

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Beach Beauty Essentials | Piccole abitudini per grande freschezza

Ciao ragazze!

Vi scrivo che sono ancora in accappatoio e sto nuovamente, incredibilmente, sudando. Ma và?Anche voi?

Caronte incombe senza pietà per nessuno e questo rende la vita di noi donne molto complicata.

Mi fa male il braccio dallo sventolarmi e rinfrescarmi ogni 5 minuti con le salviettine umidificate (messe in frigorifero come Marilyn faceva con il reggiseno), ho perso quasi 2 kg (seguono urla di gioia registrate) tra tante notti insonni e giornate passate a bere litri di acqua fredda con le gambe in alto sul muro, ma nonostante questo, IO NON CAMBIO IDEA.

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Nel blu tra il cielo e le onde — La Riviera del Conero, Marche

“Per me è fondamentale credere in un mondo migliore. Ci sono così tanti problemi – la povertà, le malattie, l’inquinamento – che essere ottimisti richiede disciplina.”

 

Parola del fotografo danese Joakim Eskildse, che ha descritto così la sua prima mostra alla Royal library di Copenaghen, ricca di immagini piene di speranza e magia. Comunque non è di questo che volevo parlarvi, ma della sua disciplina: in fondo, il segreto per pensare positivo sta tutto lì, nel coltivare la meraviglia.

Il mio modo personale per rimetterla in circolo, ad esempio, è quello di inseguire il colore, racchiuso nelle meravigliose spiagge del Parco Naturale della Riviera del Conero, nelle Marche, che con le sue acque blu circondate dal verde del Monte Conero (m.572), sembrano quasi isole delle Antille.

Sì, la mia è una dichiarazione d’amore.

Un piccolo paradiso terrestre low cost in cui torno ogni volta che posso, perché è uno di quei luoghi che ti riempie il cuore di leggerezza quando ne hai bisogno.

Spiaggia San Michele e Sassi Neri, Sirolo - Marche

No, non sono i Caraibi, ma la  lunga e selvaggia spiaggia di San Michele e Sassi Neri e il suo mare color zaffiro, a Sirolo, nelle Marche. Nessuno riesce a tenergli testa.

La vita è una cosa semplice, qui a Sirolo, ed è fatta di sensazioni: un bagno nel mare più turchese dell’Adriatico (Bandiera Blu d’Europa da oltre vent’anni), una partita a carte con la sabbia tra le dita per riscoprire la semplicità delle cose, e la testa finalmente libera dai pensieri.

Problemi, dove siete finiti? Ritrovarsi in questo paradiso naturale è come rinascere all’improvviso.

Che stanchezza, ragazzi ❤️ (Sirolo, Riviera del Conero)

Che stanchezza, ragazzi ❤️
(Sirolo, Riviera del Conero)

Io adoro la Spiaggia di San Michele e dei Sassi Neri a Sirolo, una lunga insenatura solitaria immersa nel verde, ideale per chi vuole fuggire a 360° dalla realtà. Il mio periodo preferito per andarci è tra la fine di agosto e gli inizi di settembre. Il mare, incontaminato e cristallino, è certamente l’attrazione principale: raggiungibile a piedi dal cimitero di Sirolo (davanti troverete un ampio parcheggio, 7 euro al giorno) tramite una strada asfaltata in discesa che incrocia un piccolo bosco di caducifoglie dove convergono diverse scalette sul mare.

Il paradiso naturale che ti accoglie al termine della scaletta. Quasi accecante!

Il paradiso naturale che ti accoglie al termine della scaletta. Quasi accecante! Non è immaginazione, è tutto vero. #nofilter

Quindici minuti di discesa (e, soprattutto, di salita) abbastanza impegnativi: ogni volta torno a casa con il dolore ai polpacci, per cui vi consiglio di non indossare sandali scivolosi e di non caricarvi con troppa roba. In alternativa, per i più pigri, c’è anche il bus, gratis se si pranza da Da Silvio. Nei weekend, ovviamente, sia il parcheggio, che la spiaggia e i bus sono molto affollati, ma c’è posto per tutti.

La spiaggia di San Michele è attrezzata con chiosco, ombrellone e lettini, mentre quella dei Sassi Neri è più wild e si conclude con degli scogli panoramici e delle cavette bianche mozzafiato. Fare una passeggiata per scoprire questo luogo magico è d’obbligo.

Non c’è la sabbia a Sirolo ma sassolini bianchi e granella. Ci sono pareri contrastanti ma personalmente, abitando sul mare e con le borse sempre piene di sabbia al ritorno, lo preferisco.

Nature, Monte Conero, Beach, Marche

Il panorama del cuore verde del Conero, lungo uno dei sentieri che porta alla spiaggia dei Sassi Neri, a Sirolo nelle Marche #nofilter

Chi mi segue lo sa: ho sempre pensato alla Polinesia Francese o all’Indonesia come quelle mete di viaggio più vicine al sogno. Che ci posso fare?

Sono un’ inguaribile fan della beachlife, possibilmente nell’acqua trasparente, tanta brezza carezzevole e una granita e una rivista ad aspettarmi sull’asciugamano. Che relax! Ecco, nella Riviera del Conero si può vivere davvero un’esperienza di felicità, che non ha assolutamente nulla da invidiare ad una spiaggia tropicale.

L'unico posto dove vorrei essere, quando ci sono 35 gradi.

L’unico posto dove vorrei essere, quando ci sono 35 gradi. L’acqua è trasparente e sempre freschissima!

Tra i luoghi indimenticabili, la piazzetta di Sirolo, con la sua vista mozzafiato: l’ideale per romantico aperitivo al tramonto con ancora la sabbia tra i capelli, e magari un calice di Rosso Conero. Fate anche una tappa al borgo, molto affascinante. La Bella Vita!

Sirolo, Marche, Monte Conero, Little Square

La “piazzetta” a Sirolo, con un’incredibile vista sul mare e sul Monte Conero 📷

 

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BeautyStyle, Blog, Life Inspiration

Come avere i capelli fighi ed essere felici #welcomesummer

Certe volte l’importante
è vedersi più belli
quanto basta per sentire
che il mondo è vicino
e non è perfetto…

Così canta Carmen Consoli in Non volermi male ed è esattamente quello che sto provando io mentre impreco perchè devo mettermi lo smalto, depilarmi, incremarmi, dare una forma decente ai capelli: essere presentabile, insomma. Una rottura di balle  routine che si ripete, come per ogni donna di questo pianeta, almeno ogni fine settimana. D’estate, poi, anche ogni due giorni.

Che fatica, e non ci danno nemmeno un Premio Nobel.

Il caldo, insomma, è arrivato. Alzi la mano chi non ha bisogno di consigli, ora che iniziano i tre mesi di tour de force di matrimoni/aperitivi/pranzi/passeggiate/cene/drinks, spesso con l’80% di umidità e 30 gradi.

Dove voglio arrivare? Si sa, possiamo anche essere messe malissimo, ma dopo una piega dal parrucchiere tutti ci guardano come se fossimo diverse, e più belle. (Fidanzato medio a parte, che non si accorge neanche se vaghiamo con un ananas sulla testa).

Insomma, i capelli contano e oggi sono loro i protagonisti di questo post. Non posso quindi esimermi dal proporvi la mia hair routine, scelta a furor di popolo, con i prodotti che attualmente troneggiano nel mio arsenale. Sì, perché, se voi avete la comune mensola, io ho un arsenale (di cui vado anche molto fiera) che invade il 70% della mia stanza,  il 40% del bagno e a volte anche un 10% del corridoio. Non sto affatto scherzando.

Come avrete ormai intuito, ho una passione irrimediabile per il bio e ne so a pacchi, modestamente. Fare shopping per me significa andare in giro a spendere soldi, tanti soldi, soldi che tralaltro nemmeno ho, in continui prodotti, sempre diversi e anche se le boccette sono tutte ancora piene. Sono pazza? No, solo appassionata, e presto sotto un ponte a contrattare un rene al mercato degli organi per qualche campioncino. Può capitare, per intenderci, che in una giornata mi perda per ore anche in tre erboristerie, supermercati bio, farmacie, botteghe equo-solidali a osservare, annusare, con dedizione e precisione e last but not least riportare bottino, claro.

Con gli e-commerce, poi non ne parliamo: a proposito, vi consiglio quello di fiducia Laula Beauty, un negozio online di cosmetici eco bio certificati e non testati su animali. Fateci un salto: campioncini gratuiti ad ogni ordine e -15% fino 16 giugno! (Codice NEWLAULABEAUTY)

Bravissima è anche Alessandra di Bambi, Natural & Organic Beauty: sulla sua pagina Facebook, sul suo sito  (Bambi Organics) e sul suo Instagram potrete trovare tante idee, sempre eco e addirittura internazionali. Io non mi perdo una chicca!

Recentemente ho fatto acquisti anche su Bella Naturale , forse uno dei pochi e-commerce di cosmetici eco bio con spedizioni gratis, con un team che definire gentile è poco.

Cari uomini, avrete intuito che questo è il momento in cui scasso la uallera, e dunque, non mi offendo se virate altrove.

Partiamo dalla premessa che, almeno secondo me, con una belle pelle e con dei bei capelli devi nascerci. Come direbbe Totò, io non lo nacqui. Ho avuto i capelli lunghi per 15 anni, fini e ingestibili (mentre li avrei voluti corposi e tantissimi). Ragion per cui ho cercato di migliorarli e curarli, riempendo il carrello della spesa con ogni nuova e spaziale scoperta dell’ultimo spot televisivo. Temevo di essere io quella negata a farmeli e così soggiornavo dal parrucchiere.

Eppure chi mi conosce lo sa: io ho sempre odiato i parrucchieri. (Ecco perché non posso essere una FESCION BLOGGER). Tu sei pronta ad immolarti sulla loro poltroncina e eccallà parte subito la tarantella: “Uh! ma che capelli rovinati, ma sei stressata cara? Ahhh, devi provare il nostro shampoo!” così esci, con 103 euro in meno, temendo di avere chissà quale malattia, e senza il taglio, il colore o la piega che avevi chiesto, e una volta in auto, li insulti pesantemente perché, ti vedi orrenda ma in compenso ti hanno fatto i raggi infrarossi e messo un olio himalayano.

Conscia del generale peggioramento della situazione, con un prurito quotidiano e capelli sporchi, opachi e pesanti già il giorno dopo, in un guizzo di efficienza (o di esaurimento nervoso), benché titubante, decisi allora di porre fine a questo dramma, buttandomi nel mondo dei cosiddetti rimedi della nonna.

A tutte le donne, piegate dal consumismo di Pantene e Sunsilk: con mia somma incredulità, il giorno dopo, ripeto IL GIORNO DOPO l’uso di ingredienti 100% naturali, i miei capelli erano rinati, più lucenti e sani. Ormai è un mai più senza. Andiamo al dunque. La mia nuova routine prevede:

La scelta del biologico.

Tranquilli, non sono una Testimone del Bio-Geova, ma è sempre bene che sappiate quello che vi spalmate in testa e sulla pelle. Come so, come sapete e come sanno tutti, in questo preciso momento storico, non si può mangiare più niente (vedi l’olio di palma): la questione non è molto diversa per i prodotti della profumeria, spesso avvolti in siliconi e parabeni. E in effetti, prima di avere delle irritazioni al cuoio capelluto e i capelli come una scopa, non avrei mai pensato di scegliere uno shampoo senza alcuna sostanza chimica e nel pieno rispetto dell’ambiente. E invece, scema io! Per intenderci: un intruglio commerciale vi renderà i capelli perfetti giusto il tempo di una messa in piega, ma col passare dei mesi li distruggerà e voi sarete sempre in fila dal parrucchiere per tagliare le doppie punte. Un prodotto biologico, pur costando il doppio (unica nota negativa) vi durerà anche tre mesi, in quanto ne servirà appena una goccia, e nel tempo curerà il cuoio capelluto, facendolo letteralmente risorgere. Sono sicura che riuscirete a rinunciare ad un aperitivo, se questo comporterà una chioma sana e lucente che sta in piega in cinque minuti. Siate sagge.

Vento d’estate.

Il phon, la piastra e il ferro massacrano i capelli, questa non è una novità. Lo so anche io, ma non vivo senza la GHD, amata a tal punto da nasconderla. Ladri, rubatemi tutto ma lei no, ve prego. Eppure la prima causa di doppie punte sono proprio questi aggeggi disgraziati. Se proprio non potete farne a meno, vi raccomando di usarla sui capelli completamente asciutti e non bagnati, su cui dopo spruzzerete un prodotto protettivo per il calore. Il metodo miracoloso per tornare ad avere capelli sani è semplicemente quello di approfittare del caldo e asciugarli quanto più possibile all’aria e al sole, oppure con il diffusore e il phon freddo/tiepido. Se avete il mio stesso problema, ovvero sembrare una pazza scappata di casa, sappiate che ora ve ne potete anche fregare perchè vanno le beach waves, onde naturali che di solito avete dopo un bel bagno al mare.

Emma Stone, beach waves Hair style [emma-stone_o_su_horizontal_fixed]

Al momento adoro letteralmente lo stile di Emma Stone.

Io, che sono sempre stata una “fissata” del capello lungo e liscio come uno spaghetto, mi sono innamorata dei nuovi long bob delle star con le loro chiome naturali, ondulate, finto-scompigliate, come appena sveglie, e luminose. E così li ho tagliati, bum, all’improvviso. Fin qui ci siamo: il vero problema è stato realizzarle homemade, a meno che non abbiate il coraggio di uscire con un’alga in testa, una volta tornate dal mare. Chissà, magari Ariel lo faceva. Ho cambiato almeno cinque parrucchieri e nessuno, nessuno è stato capace di realizzarmele (che manco avessi chiesto una tripla banana con treccia a spina di pesce) così le ho provate tutte, guardandomi ogni sorta di tutorial su youtube: dal dormire (malissimo) con l’elastico in testa tipo servetta depressa del Medioevo, ai bigodini, al ferro, ad arrotolarli con qualunque cosa. Tutto inutile, forse colpa del mio tipo di capello. Si sa, la naturalezza artificiale costa. Puntualmente sognavo il bob spettinato e fresco di Alexa Chung e puntualmente il risultato era quello di avere una pettinatura improbabile e arruffatissima alla Jaqen H’ghar. Ma che davero.

PicMonkey Collage

Reduce da queste dolorose esperienze, ho poi compreso che il miglior modo per avere uno stile messy è appunto quello di fregaccene asciugarsi i capelli all’ariadargli un po’ d’ordine con uno spray (anti-crespo, al sale o anti-umidità) e uscire così. Quindici euro (che poi con i miei diventano magicamente 23) di piega dal parrucchiere possiamo risparmiarcele, no? Matrimonio a parte. Sabato mi ritocca il parrucchiere, arghhh!

Beach Waves

Lavare i capelli con prodotti delicati.

Io lavo i capelli tutti i giorni o una volta ogni due, sia perchè la piega al secondo giorno mi si smoscia, sia perchè mi si sporcano facilmente e amo la leggerezza di una capigliatura appena fatta. I capelli si possono lavare anche tutti i giorni, non è vero che cadono, non è vero che si rovinano: l’importante è usare shampoo, balsamo e maschere delicati, con ingredienti che non vadano ad aggredirli. Ma soprattutto, mi hanno insegnato che se lo shampoo non fa schiuma significa che il capello è sporco: ecco, questo non vale per gli shampoo bio, che fanno pochissima schiuma, ma non per questo puliscono di meno, anzi, ne basta una sola passata. E come faccio a sapere se uno shampoo mi fa bene o mi fa male? Leggi le etichette! Un prodotto per farvi del “bene” non deve contenere come ingrediente:

  • Ammonium lauryl sulfate, sodium laureth sulfate. Detergenti aggressivi
  • Sodium Lauryl Sulfate. Un altro detergente aggressivo che in molti shampoo causa la formazione della famosa schiuma, che altro non è che una sostanza chimica. Se da un lato vi dà la sensazione di pulirvi i capelli in maniera travolgente, dall’altro li distrugge, privandoli dei loro olii essenziali. Repetita iuvant: lo shampoo “bio” non fa schiuma (o ne fa poca): tanti se ne lamentano, ma io non ho mai avuto capelli così puliti.
  • Sodium Chloride. Anche famoso come sale da tavola, il cloruro di sodio è usato come addensante in shampoo e balsami, ed è la maggiore causa di cute secca e prurito, oltre che della caduta dei capelli.
  • Polyethelyne Glycol. Questo ingrediente priva i capelli della loro umidità naturale e li spegne.
  • Diethanolamine (Dea) e Triethanolamine (Tea). Questi ingredienti sono responsabili dell’irritazione del cuoio capelluto, rendendo i capelli secchi e deboli.
  • Parabeni. Non sono altro che sostanze chimiche note per la loro natura tossica, che non solo irritano il cuoio capelluto, ma sono in grado di influenzare anche il vostro equilibrio ormonale, provocando la caduta dei capelli.
  • Formaldehyde. Causa la caduta dei capelli.
  • Alcohol. C’è bisogno di spiegare?
  • Synthetic Fragrance o Parfum. Lo sapevate che in un profumo sono utilizzate circa tremila sostanze chimiche? Ecco, statene alla larga se avete una pelle sensibile e facile alle irritazioni.
  • Synthetic Colors. I colori artificiali sono ampiamente utilizzati nei prodotti per capelli per scopi estetici, causando irritazione del cuoio capelluto.
  • Propylene Glycol. Conosciuto anche come l’antigelo che si usa in auto (non sto scherzando!) è un ingrediente comune negli shampoo (e in generale prodotti di bellezza) per proteggere il prodotto dal gelo durante il trasporto e lo stoccaggio. Irrita la pelle, provocando allergie.
  • Lanolin, Petroleum e Mineral Oil. Spesso presenti nelle maschere, nei gel per capelli e negli olii, invece di idratare e nutrire (motivo principale per cui le acquistiamo) seccano e privano il capello delle sue proprietà. Cornuti e mazziati.
  • Dimethicone. I prodotti che contengono siliconi, come il Dimethicone, donano al fusto dei capelli un aspetto setoso e vellutato. Il capello, però, viene rivestito da questa pellicola che non è assolutamente curativa ma si secca, riempiendosi di doppie punte e provocando anche eruzioni cutanee, bruciore e prurito.

Hai capito? Ecco qualche mia proposta di prodotti per l’estate, che potrebbero fare al caso vostro se avete i capelli tendenzialmente grassi, che tendono a sporcarsi già dopo il secondo giorno, o se semplicemente siete alla ricerca di una sensazione di freschezza e delicatezza. Se, invece, avete altre esigenze, potete sempre trovare quello della stessa linea che fa per voi o curiosare tra i siti proposti.

  • Shampoo Salvia e Limone per Capelli Grassi – La Saponaria

Shampoo naturale ai semi di lino BIO con salvia e limone - La Saponaria (8 euro, 200 ml) [http://www.giardinodiarianna.com/index.php?p=o&i=2647]

Shampoo naturale ai semi di lino BIO con salvia e limone – La Saponaria (8 euro, 200 ml)

Dal profumo fresco di erbe medicinali, avevo subito intuito che tra noi poteva esserci dell’ammmore: questo shampoo è l’unico che mi abbia risolto il problema della cute irritata e impresentabile (sui Forum non si parla d’altro!) dopo averne provati a decine e decine. Attenzione a non sbagliare dosaggio: ne basta una goccia (grazie al pratico beccuccio) per avere i capelli puliti e con una sensazione di freschezza per un bel po’. Unico neo: non è molto districante e quindi vi consiglio di abbinarlo al balsamo qui sotto. 100% naturale, of course. #youwin

  • Balsamo concentrato attivo all’olio di oliva bio e alle proteine vegetali del fagiolo baccello – Biofficina Toscana

 

Balsamo concentrato attivo all'olio di oliva bio e alle proteine vegetali del fagiolo baccello - Biofficina Toscana [http://www.biofficinatoscana.com/prodotto.php?pid=13]

Balsamo concentrato attivo all’olio di oliva bio e alle proteine vegetali del fagiolo baccello – Biofficina Toscana (10 euro e 90, 200 ml)

Se state ridendo anche voi per il fagiolo baccello (eh?), avete dei gravi problemi come me. Ufficialmente il mio balsamo preferito perchè non appesantisce i capelli, li districa e li rende setosi al tatto: tutto questo con appena una goccia e un delicatissimo odore di pulito, molto rilassante. Insomma, non “stanca”: una cosa rarissima, almeno per me. Lo ricomprerò senza dubbio, le 10 euro della mia vita meglio investite.

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Shampoo delicatissimo per capelli untuosi allo zucchero e cocco di Derbe Seres, sui 10 euro circa per 200 ml

Come detto precedentemente, non sono fedele ai prodotti che acquisto, in quanto provarne di nuovi (soprattutto quando viaggio) è la cosa più antistress che ci sia, ma anche perché non bisognerebbe mai far abituare un capello ad un trattamento, bensì procedere a rotazione. Tra le mie New Entry c’è questo shampoo delicatissimo per capelli untuosi (si chiama proprio così) che profuma di zucchero e cocco -piacevolissimo- e riequilibra le ghiandole sebacee grazie al limone e all’ortica. Meno conosciuto di tante altre marche, ma non per questo meno valido. Al momento è il mio preferito!

  • Balsamo setificante per capelli stressati con ceramidi di girasole, proteine del riso ed estratto di miglio
Balsamo maschera setificante #welcomesummer

Balsamo setificante per capelli stressati con ceramidi da girasole, proteine del riso ed estratto di miglio, di Derbe. Sulle 10 euro per 150 ml

Della stessa linea, questo balsamo-maschera setificante è una coccola d’emergenza perfetta per i capelli aridi e secchi dopo una giornata di sole e mare. Solitamente lo lascio in testa anche per 20 minuti: ricco di ingredienti molto nutrienti, servirà a dare una sferzata di vitalità ai capelli, rendendoli morbidi e corposi. Ottimo profumo!

  • Linea tinte Sanotint

Aggiungo, come ultima postilla, che temo possa essere rilevante anche che genere di tinta si sceglie. Sono noiosa, lo so. A tal proposito vi invito a provare la linea della Sanotint, prodotta dalla Cosval, che io ho trovato in erboristeria, e che è totalmente priva di sostanze dannose come ammoniaca, metalli pesanti e da oggi finalmente anche senza resorcinap-Fenilendiammina (causa di allergie). Io la adoro! Con la crisi che c’è, perché dovresti scegliere Sanotint che costa 12 euro, e non la tinta che costa anche 4 euro? È, come appena spiegato, priva di trattamenti chimici e non danneggia il cuoio capelluto; il colore dura tantissimo rispetto alle altre colorazioni; i capelli sono profondamente rigenerati grazie al miglio dorato; all’interno c’è una boccettina di balsamo che dura anche un mese e un campioncino di crema per la pelle. Inoltre, ha un odore delizioso! Basta?

http://www.lamiacittaconviene.it/media/catalog/product/cache/9/image/9df78eab33525d08d6e5fb8d27136e95/i/m/img_2553_tinta_capelli_naturoteca_vi_1500.jpg

La linea Sanotint, a base di miglio dorato ed estratti vegetali. La linea Light è quella per le pelli più sensibili. 12 euro in erboristeria

 

Mi sembra di aver riassunto fedelmente tutto quello che riguarda la cura dei miei capelli. Benedico quel momento di infinita saggezza in cui, due/tre anni fa, ho scoperto queste robe profumatissime che mi hanno svoltato la vita. Se avete domande o curiosità, non esitate a scrivermi e se questo post vi è piaciuto, sono a vostra disposizione per qualunque altro argomento beauty vorrete approfondire. Vi mando un bacio e alla prossima!

Fefa

La foto è stata presa da www.pinterest.com
Life Inspiration, My Guide To Happiness

Oggi ho fatto yoga (dovresti provarci anche tu)

Le cose misteriose dell’Oriente, siano esse di ieri o di oggi, ci attraggono da sempre con il loro fascino.

Ma lo yoga ha smesso da tempo di evocare solo un trend suggestivo, per diventare una costante di oltre 250 milioni nel mondo.

Che non siano solo meri esercizi fisici dettati dalla moda del momento è palese, ma che cosa è davvero? Le nozioni in merito sarebbero davvero infinite, perciò mi sono promessa di essere più concreta possibile per fare chiarezza su quello che più mi sta a cuore, con un post per principianti. Perché principiante, in fondo, lo sono anche io.

Da sempre nutro per la spiritualità e per la salute in generale un profondo amore: era nel mio destino imperscrutabile appassionarmi allo yoga! Tuttavia, a parte l’evidente attrazione, ci sono diversi aspetti che mi ci hanno avvicinato, come credo sia successo a molti altri:

  1. il sentirmi soffocata, ad un certo punto molto stressante della mia vita, da tutti i mali del nostro millennio: ansia, insonnia, confusione, tristezza, attacchi di panico. Quel che si dice “essere arrivati alla frutta”
  2. i non meno invalidanti e comuni disturbi muscolari derivanti da una vita sedentaria, appollaiata su una scrivania per 10 ore al giorno
  3. la mancanza di tempo
  4. la necessità di stare in forma (mentalmente e fisicamente), appunto, con poco tempo.

Se c’è un modo per raccontare dello yoga, è partire dai pregiudizi. Da quelle convinzioni mediocri a cui sono solita sbadigliare o sgranare gli occhi, nel bel mezzo di informali conversazioni tra amici.

“Io-non-riesco-neanche-a-toccarmi-il-ginocchio-figurati-se-riesco-a-fare-quelle-cose”.

La prima. Rassicuratevi, care/i amiche/ci di questo immenso Team, non è nulla di così IMPOSSIBILE, a meno che non dobbiate imitare i contorsionismi del Cirque du Soleil! Agli inizi è normale sentirsi goffi e perplessi e non riuscire a stare neppure in equilibrio, o ancora eseguire gli esercizi malissimo, perdere entusiasmo. L’importante è avere voglia provarci, con costanza, iniziando gradualmente, muovendo i primi passi con lo STRETCHING. La flessibilità migliora giorno dopo giorno, (non è una leggenda metropolitana, eh) , non siamo tutti uguali e allenati allo stesso modo, e mano a mano ci si sente più sicuri e padroni dei movimenti. Vi linko uno dei video di Rebecca Louise, un grande modello di ispirazione per me, che riesce a rendere qualunque lezione molto semplice e rilassante. Merito anche dei posti paradisiaci alle spalle! Senza muovervi da casa potete consultare il suo profilo su YouTube, e trovare molti spunti interessanti per allenarvi.

“Ma-che-ci-vuole! E-questo-lo-chiami-sport?”

Seconda. Solitamente quelli che iniziano così, si strappano per una settimana dopo mezzo esercizio o lo eseguono malissimo, senza alcuna grazia. Insomma, non ci hanno capito niente. Le asana sono solo una piccola parte della disciplina: non ci troviamo davanti ad uno sport competitivo (come ad esempio, il Push! Push! Push! nello spinning), non si è ossessionati dall’idea di vincere – che si traduca in consenso da parte degli altri o egocentrismo – né nell’osannazione della perfezione – senza dubbio perseguita nella danza – o nel miglioramento estetico ad ogni costo – vedi il crossfit -. Sviluppare un equilibrio interiore e fisico è il caposaldo dello yoga.

 

http://freepeople.tumblr.com/post/124364612930/visualization-is-a-gift-read-5-things-we-learned

Take a moment to relax and listen to yourself. (E tu, quando stacchi la spina, la stacchi davvero?)

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